Novantenne «segregata» da badante moldava

Silvia Villani

Ha pianto, urlato, pregato per giorni perché qualcuno la soccorresse strappandola dalla sua prigionia. Un’anziana di quasi novant’anni, bloccata nel letto, in una camera che si era trasformata in una cella. Impossibilitata a muoversi, la donna non poteva far altro che chiedere aiuto, gridando per ore. A rendere più inquietante la vicenda della nonna di Sesto San Giovanni però il fatto che l’anziana non si trovasse in casa da sola. A farle quasi da carceriere un’altra donna, una moldava irregolare di 46 anni, che avrebbe dovuto prendersi cura di lei. Poco prima di partire per le vacanze, il figlio dell’ottantasettenne aveva infatti assunto la clandestina per far sì che si occupasse della madre non autosufficiente. Ma la donna si limitava solo a portarle qualcosa da mangiare.
La «prigionia» della nonna si è conclusa nel tardo pomeriggio di Ferragosto. Ad avvertire i volontari del 118, che hanno a loro volta chiamato i vigili del fuoco e gli uomini del commissariato di Sesto San Giovanni, una vicina di casa. Nella tromba delle scale di un palazzo di via Cairoli, si sentiva infatti un forte odore e durante la notte qualche residente aveva anche sentito l’anziana signora lamentarsi e parlare a voce alterata. Sapendo che la donna era accudita da una persona assunta da uno dei figli e credendo che avesse semplicemente litigato con la badante, i vicini di casa avevano deciso di non avvertire le autorità. Quando però si è incominciato ad avvertire sul pianerottolo il forte odore è stato immediatamente lanciato l’allarme, nel timore che l’anziana avesse avuto un malore e che la badante se ne fosse andata.
Quando le forze dell’ordine sono entrate nell’appartamento però la moldava era in casa e si comportava come se la nonna non esistesse. Circondata da piatti sporchi, dai resti di qualche pasto e dai propri escrementi, l’ottantasettenne, alla vista degli agenti ha capito che la sua prigionia era finalmente finita. Non avrebbe più dovuto lanciare gli oggetti contro la parete del corridoio per richiamare i vicini e accanto a lei ci sarebbe stato qualcuno che l’avrebbe lavata e accompagnata in bagno. Ancora non è chiaro se la moldava abbia lasciato la donna sola per trascorrere il Ferragosto con degli amici o se semplicemente non abbia voluto assisterla. L’extracomunitaria è stata accompagnata in Questura e sarà denunciata per abbandono di incapace. Il figlio, residente in un comune vicino, rientrato dalle vacanze invece sarà denunciato per sfruttamento della manodopera clandestina. E probabilmente dovrà difendersi anche dell’accusa di concorso in abbandono di incapace.