Novartis e AstraZeneca in crescita

Cresce nel mondo la domanda di salute e aumenta il consumo dei farmaci che combattono le più diffuse malattie. In Italia il mercato dei medicinali è invece in flessione per una politica sanitaria fortemente penalizzante caratterizzata da una compressione dei prezzi che già oggi - come denuncia Farmindustria - sono del 20% più bassi della media europea. «In Italia - afferma Marco Venturelli, amministratore delegato della consociata italiana di Novartis - il settore farmaceutico sta vivendo un momento di grave difficoltà. La stabilità del fatturato, in un mercato stagnante, è dovuta alla crescita dei volumi e soprattutto alle esportazioni».
Novartis, la società svizzera con sede a Basilea, presente in 140 Paesi con oltre centomila dipendenti (nel 2006 ha registrato un fatturato di 37 miliardi di dollari, utili per 7,2 e investimenti in ricerca per 5,4), sta crescendo in quasi tutti i mercati: nel primo trimestre di quest’anno le vendite sono aumentate del 18% a 9,8 miliardi. Questo balzo è stato determinato dai maggiori volumi di vendita per dieci punti percentuali, per cinque dalle acquisizioni, e per tre da effetti valutari. Le variazioni di prezzo non hanno avuto alcun impatto. Guadagnate quote di mercato negli Usa, dove le vendite hanno raggiunto i 2,5 miliardi di dollari (più 18%). L’utile netto di Novartis è cresciuto in questo primo trimestre dell’11%, a 2,2 miliardi di dollari. Per il 2007, commentando i risultati, il presidente e ceo di Novartis, Daniel Vasella, ha dichiarato: «Confido in un altro anno di risultati record, in termini di fatturato e utili».
Anche AstraZeneca, il gruppo farmaceutico anglo-svedese (sede a Londra, 65mila dipendenti, 26,4 miliardi di dollari le vendite nel 2006) ha registrato una crescita del 9% nel primo trimestre di quest’anno: le vendite hanno raggiunto i 6,9 miliardi di dollari mentre l’utile operativo ha raggiunto i 2,17 miliardi di dollari (più 10%). AstraZeneca ha annunciato l’acquisizione di MedImmune Inc, una delle più grandi società biotecnologiche americane, con una transazione interamente in contanti per un valore di 5,2 miliardi di dollari.