Novartis Italia, il fatturato cresce del 4%

Il taglio dei prezzi dei farmaci deciso dal governo nell’ultimo anno, pari a oltre due miliardi, ha generato profonde difficoltà a tutte le industrie farmaceutiche, che sono ora private della possibilità di investire in ricerca e sviluppo, area vitale per la loro stessa sopravvivenza. In questi giorni hanno annunciato che sospenderanno investimenti già previsti per due miliardi di euro nel prossimo triennio e che la ricerca dovrà rinunciare a maggiori risorse nella misura del 30-35%. Sono inoltre a rischio 10-12mila dipendenti.
La mancanza di certezze rende il rischio di impresa troppo elevato e numerose attività verranno chiuse. Gli imprenditori si sentono demonizzati, incompresi, avviliti. È un quadro fosco che allontana anche l’interesse e la capacità di programmazione delle grandi imprese internazionali. Una conferma viene da Novartis, il gigante farmaceutico svizzero, con sede a Basilea, investimenti in ricerca lo scorso anno per 4,8 miliardi di dollari. Presente in 140 Paesi con oltre 99mila dipendenti ha registrato nel 2005 un volume di affari di 32,2 miliardi di dollari. In Italia, nei primi nove mesi del 2006, il fatturato del gruppo Novartis ha raggiunto i 941 milioni di euro, a fronte degli 825 milioni realizzati nello stesso periodo dello scorso anno. Questo incremento è stato raggiunto in modo sostanziale grazie alle nuove attività di Hexal, società entrata a far parte della divisione Sandoz (generici), e della divisione Vaccini & Diagnostica. Escludendo gli effetti delle acquisizioni, la crescita del gruppo nei primi nove mesi è di soli 4 punti percentuale.
«L’andamento nei primi nove mesi dell’anno conferma le potenzialità di crescita di Novartis nel Paese», dichiara Marco Venturelli, amministratore delegato di Novartis in Italia. «Il nostro gruppo - precisa - è cresciuto in dimensioni, con oltre 3.500 collaboratori e nuove strutture di ricerca e produttive. Oggi Novartis è in grado di offrire importanti contributi allo sviluppo del sistema salute in Italia, nella ricerca di base e clinica come nella produzione di vaccini e farmaci, ed è disponibile a destinare nuove risorse a questo scopo. Purtroppo il continuo ricorso a provvedimenti di contenimento della spesa, all’insegna di una logica di emergenza, rende molto difficile programmare iniziative di sviluppo. È necessario – aggiunge Venturelli – che le istituzioni comprendano la funzione positiva che svolgono aziende farmaceutiche come Novartis e creino le condizioni perché possa esprimersi al meglio, scongiurando i rischi di ristrutturazioni e disimpegni che condannerebbero l’Italia a un ruolo di secondo piano in un settore di rilievo strategico».