Novartis da record grazie alle cessioni

A Basilea, nella capitale europea dell’industria farmaceutica è tempo di bilanci. Novartis, il gigante svizzero, presente in 140 Paesi con oltre 98mila dipendenti, annuncia i risultati conseguiti nel 2007. Il volume di affari ha raggiunto i 39,8 miliardi di dollari(più 8%), l’utile netto supera i 12 miliardi di dollari (più 66%), i dividendi per azione sono in aumento del 68 per cento a 5,15 dollari. Risultati record, quindi per il gigante farmaceutico che occupa una delle prime posizioni al mondo in questo settore oggi impegnato in ristrutturazioni e riduzione dei costi. Ed è sempre più difficile e costoso scoprire farmaci veramente efficaci. Anche i conti di Novartis, che nel 2007 ha investito in ricerca 6,4 miliardi di dollari, sono meno brillanti se si considera che i 12 miliardi di dollari sono anche il frutto della cessione di Medical Nutrition e di Gerber (alimentazione per l’infanzia) che hanno determinato utili per 5,2 miliardi al netto delle imposte. Daniel Vasella, presidente e Ceo di Novartis ha precisato che si sono registrate solide performance in tutte le principali aree geografiche ed in ogni divisione, ma ha anche riconosciuto che i farmaceutici negli Stati Uniti hanno risentito della concorrenza dei generici e della sospensione di un farmaco gastrointestinale (Zelnorm). «Anche nel primo semestre del 2008 l’area del farma risentirà – ha affermato Vasella – delle difficoltà negli Usa, ma nel secondo semestre torneremo a crescere in seguito a 15 approvazioni già rilasciate dalle autorità europee e statunitensi». Novartis è ora impegnata ad aumentare la produttività ed entro il 2010 ha come obbiettivo risparmi per 1,6 miliardi di dollari. Attraverso varie sinergie vuole inoltre ridurre l’organico di 2.500 addetti, di cui 500 a Basilea. Dopo il riacquisto di azioni per un totale di 4,7 miliardi di franchi svizzeri, effettuato nel 2007, verrà proposto agli azionisti un nuovo programma di riacquisto per 10 miliardi di franchi. I manager di Novartis versano alcune lacrime sulle rive del Reno, ma a Basilea si continua a respirare la ricchezza nell’aria.