Nove italiani sequestrati in cinque mesi

Roma - Con il rapimento di quattro italiani dipendenti della compagnia americana Chevron sono ben nove i connazionali sequestrati in Nigeria in soli cinque mesi. Ecco, dal giorno del rapimento dei primi tre italiani Russo, Arena e Dieghi, una cronologia dei sequestri nel Delta del Niger fino a quello odierno.
7 dicembre 2006 - Uomini del Mend mascherati irrompono nell'impianto Agip di Brass nel Delta del Niger e prendono in ostaggio gli italiani Francesco Arena, 54 anni, di Gela; Cosma Russo, 55 anni, di Bernalda (Matera), e Roberto Dieghi, nonché il libanese Imad S.Abed dipendente di una società di catering. 8 dicembre - Un portavoce del Movimento per l'emancipazione del delta del Niger (Mend) rivendica il sequestro e informa che i tre italiani e il libanese sono "in buona salute", ma annuncia che è disposto a trattenere gli ostaggi "per anni", per vedere soddisfatte le sue rivendicazioni. 28 dicembre - Gli ostaggi italiani, in tre distinte telefonate ai familiari, dicono di stare bene.
17 gennaio 2007 - Viene rilasciato Roberto Dieghi

9 febbraio - Cosma Russo e Francesco Arena chiedono al governo di Roma di "fare di più" per ottenere la loro liberazione. Lo dicono gli stessi ostaggi precisando di essere "trattati bene".

21 febbraio - Viene liberato il rapito libanese Imad S. Abed.

23 febbraio - Nella zona di Port Harcourt vengono rapiti altri due italiani, i tecnici Lucio Moro e Luciano Passarin, entrambi friulani, dipendenti della 'PGH', società collegata alla Impregilo. Un terzo italiano riesce a fuggire.

26 febbraio - Dalla Nigeria giunge la notizia che Moro e Passarin sono stati liberati.

12 marzo - Il presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, in un incontro con il presidente del Consiglio Romano Prodi, si impegna ad "adoperarsi anche personalmente" per la liberazione dei rapiti. Prodi parla di prospettive "incoraggianti".

15 marzo - Francesco Arena e Cosma Russo vengono liberati.

1 maggio - Quattro tecnici italiani che lavorano per il gruppo americano Chevron vengono rapiti in un attacco ad un'installazione petrolifera al largo dello stato di Bayelsa, insieme con altri due lavoratori stranieri.