Nove minorenni fra i 22 arrestati, stadio di Catania sotto sequestro

Il procuratore Papa accusa: «Il loro obiettivo erano le forze dell’ordine»

Catania - «Basta guardare le immagini televisive per rendersi conto che l’obiettivo di quei teppisti erano le forze dell’ordine. Finita la partita cercano il poliziotto, lo stanano e provano a colpirlo con qualunque oggetto, persino con le pietre. Sembra l’intifada...».
È una denuncia precisa quella che il procuratore aggiunto di Catania, Renato Papa, fa a proposito della guerriglia di venerdì sera durante il derby Catania-Palermo. Una constatazione specifica che cercheranno di verificare le tre inchieste che sono state aperte dalla Procura dopo la drammatica partita: una sull’uccisione dell’ispettore capo della polizia Filippo Raciti; una sui disordini e sugli incidenti, che vede già 22 arrestati, tra cui nove minorenni e una ventina di indagati; e una sulla sicurezza del «Massimino», che ieri è stato posto sotto sequestro.
Le indagini vanno avanti a ritmo serrato. Si lavora, soprattutto, sulle immagini televisive e su quelle registrate dalle telecamere poste dentro e fuori l’impianto. Molti ultras hanno i volti coperti dal passamontagna, l’identificazione è un’impresa quasi disperata. Ma incrociando i video sembra si sia riusciti ad individuare almeno il gruppo da cui è partito l’attacco mortale. Un buon punto di partenza, sempre che si riesca a far breccia nel muro d’omertà. I poliziotti sono convinti che si sia trattato di un attacco mirato alle forze dell’ordine. E anche la procura è dello stesso avviso. «Era chiaro fin da prima della partita – sottolinea il procuratore aggiunto Papa – che gli obbiettivi della violenza degli ultrà sarebbero stati polizia e carabinieri. Bisognava fare di più per proteggerli, per esempio usando gli idranti. Non capisco perché in Italia non lo si faccia. Da tempo l’azione in certe frange viene condotta contro le forze dell’ordine con l’obiettivo di colpirle». Un’indagine conoscitiva è stata avviata per conoscere la composizione dei club organizzati che sostengono il Catania. Allo stato attuale non c’è alcun fascicolo aperto.
Ieri mattina si sono svolti i primi sopralluoghi. Non a piazza Spedini, lo slargo teatro della tragedia occupato dalle bancarelle del mercatino rionale del sabato (che incredibilmente non è stato bloccato), ma solo allo stadio. Come si diceva, è stato disposto il sequestro dell’impianto «per consentire ad una commissione di periti di verificare e misurare i livelli di sicurezza nella struttura sportiva». In particolare i tecnici avranno il compito di far luce sull’effettiva «impermeabilità» del settore ospiti, e sulla «tenuta» della rete di recinzione. È stata inoltre disposta la vigilanza 24 ore su 24 dell’impianto, e si è deciso di inibire all’ingresso di estranei l’intera area. Per quanto riguarda invece gli incidenti, sono già una ventina gli indagati. Volti noti alle forze dell’ordine, ma anche qualche «insospettabile», colto in flagrante a lanciare di tutto contro gli agenti. Quattordici gli arrestati, di cui nove minorenni. Per tutti il sostituto procuratore del Tribunale per i minorenni, Valeria Perri, ha chiesto la convalida dell’arresto. Oggi sarà effettuata l’autopsia sul corpo dell’ispettore Raciti. Bisogna accertare se è stata solo la bomba carta, esplosa all’interno della volante, a provocare le lesioni fatali, o se invece il poliziotto sia stato anche colpito, in pieno petto, da un corpo contundente - si ipotizza un mattone – che avrebbe causato il trauma polmonare risultato fatale. I funerali sono stati fissati per domani pomeriggio.