Il Novecento mette radici in palcoscenico

Tradizionale o sperimentale, il teatro ha il dovere di essere ben piantato nel proprio tempo. Ed è con lo sguardo rivolto alla contemporaneità e al sociale, ma pur sempre nutrito del passato, che l’Ente teatrale italiano presenta la nuova stagione dei teatri Quirino e Valle di cui, come annunciato dal ministro Francesco Rutelli, per l’ultimo anno ha diretta gestione. I nomi in cartellone sono di spicco, a partire da un poco conosciuto lavoro teatrale di Gabriel García Márquez con la regia di una scoperta del cinema italiano quale Alessandro D’Alatri, per continuare con Goethe diretto da Glauco Mauri, e poi Eduardo per la regia di Carlo Giuffrè, Brecht interpretato da Isa Danieli, Goldoni con Giulio Bosetti, per finire con un maestro del livello di Mario Scaccia, che ha scelto il Quirino come palcoscenico del suo ultimo lavoro da attore e regista, Il signore va a caccia di Feydeau. Tale dovizia continua ovviamente nel programma del Valle, dove ci si smarrisce tra classici (Brecht e Sartre nella storica versione di Giorgio Strehler, e poi Beckett con la regia di Peter Brook, Goldoni con la regia di Toni Servillo, Pirandello, Hermann Broch con la regia di Luca Ronconi), i ritorni (uno per tutti: Umberto Orsini, assente da quando, nel 1963, interpretò Chi ha paura di Virginia Woolf?) e le nuove promesse: Stefano Massini, Mimmo Borrelli, Romeo Castellucci, Ruggero Cappuccio, Andrea de Rosa, Mario Gelardi (che con il giovane Roberto Saviano è autore dell’adattamento del best-seller Gomorra). Conviene soffermarsi su alcune chicche di questa doppia stagione. Inedito in Italia, perché inedito è pure il testo, è Diatriba d’amore contro un uomo seduto, recital scaturito dall'incontro tra il regista D’Alatri, alla sua seconda prova teatrale, e una habitué delle scene come Maria Rosaria Omaggio. Nell’ottantesimo anniversario della nascita di Márquez (che negli anni Cinquanta studiò al Centro sperimentale di cinematografia), e a 40 anni dall’apparizione di Cent’anni di solitudine, assisteremo dunque a un monologo che racconterà la vita di Graciela, donna di qualsiasi sud del mondo. Rinvia invece allo scrittore di Frederick Knott e alla traduzione filmica del grande Hitchcock Delitto perfetto, di e con Geppy Glejieses, affiancato da Marianella Bargilli e Raffaele Pisu. In prima nazionale e, particolarità, in lingua inglese, è Fragments di Beckett, con cui si cimenta il «gigante» Brook. Debutto assoluto anche per Vietato digiunare in spiaggia, ritratto di Danilo Dolci a opera di Renato Sarti e Franco Però. Un giovane talento si cimenta con un nume come Harold Pinter: è Fausto Paravidino, con gli attori Giuseppe Battiston (mirabile interprete dei film Pane e tulipani e del recente Uno su due) e Ariella Reggio. La stagione include inoltre le collaborazioni internazionali e la partecipazione ai festeggiamenti per i 60 anni del Piccolo di Milano.