Novellino: «Credo in questa Samp Lasciatemi almeno dieci gare...»

Paola Balsomini

Pro Novellino o contro Novellino? Il quesito in realtà dovrà essere rimandato. Perché sarà soltanto il campo a decidere se l'avventura del tecnico blucerchiato sulla panchina della Sampdoria sarà destinata a terminare. Per il momento non è così: ieri l'amministratore delegato Beppe Marotta ha parlato chiaro alla squadra: il tecnico non si tocca. Qui non si parla di buon gioco, di preparazione atletica giusta o errata; qui si parla di punti in palio da conquistare con un calendario alla mano che mette i brividi. C'è sabato l'Inter, e vai a credere che la formazione di Mancini magari sarà stanca dopo l'impegno di ieri sera in Champion's; ci sarà mercoledì l'Udinese, e anche in questo caso i celeberrimi scontri degli anni passati per contendersi uno dei primi cinque posti sono da dimenticare. Poi l'Ascoli. È un mini ciclo e la Sampdoria dopo 14 partite a secco, anno scorso compreso, dovrà tornare a vincere. Si era anche parlato di un Novellino in bilico, di Ranieri o Lippi pronti a subentrare, con successiva e nuova smentita, ieri, della società, ma prima c'è da evitare di essere surclassati da un Inter che quest'anno non ha altre alternative se non quella di vincere lo scudetto. Ci penserà Bastrini al centro della difesa, Bonanni al posto di Franceschini. Ma questa è semplicemente roba di campo. Perché l'osservato speciale comunque è sempre Novellino, perché è stato facile associare il nome di Ranieri a quello di Sassi, nuovo preparatore atletico della Sampdoria. Ma questa ora è semplicemente fantasia o un salto nel futuro. Un salto troppo lungo, visto che prima ci sono tre partite che, in un modo o nell'altro, saranno determinanti.
Il resto è storia di ieri, con un Novellino che sale nella sala stampa del Mugnaini e prova anche ad abbozzare un sorriso: «Questa squadra è forte e ve lo dimostrò - sbotta - Capisco l'amarezza dei nostri tifosi, loro vanno allo stadio, pagano il biglietto ed è giusto che esprimano il loro disappunto ma non trovo giusto associare questo campionato a quello che è appena terminato. È un altro anno, ci sono altri giocatori, molti giovani che hanno voglia di fare bene e che hanno solo bisogno di un po' di tempo a disposizione. Quindi parliamo di quest'anno e di quello che sarà». Lippi, Ranieri? Novellino non ci pensa: «Sento di avere la fiducia della mia società, poi leggo anche io certe voci ma vi ricordo che l'anno passato il mio club ha dimostrato qualcosa dopo la serie negativa. Poi è chiaro che tutti quelli che lavorano si sentono sotto esame, è giusto che sia così e questo dà anche nuovi stimoli». Poi Novellino trova anche la voglia di scherzare: «E poi, porca miseria, esoneratemi almeno alla decima partita non dopo appena una gara».
L'ambiente insomma sembra più tranquillo rispetto alle più infauste previsioni: «Qui ora sembra che stia succedendo la fine del mondo ma non è così. Io vado avanti per la mia strada, intanto il responsabile è sempre Novellino e la faccia è la mia. So di avere un buon gruppo, una squadra forte, che darà molte soddisfazioni».
E poi c'è anche la sindrome Marassi: «Questo stadio mi esalta - spiega il tecnico - ma domenica mi sono anche chiesto se qualche giocatore giovane non abbia avuto un po' di paura per l'ambiente che sa creare il Ferraris». Chissà. E pensare che Bastrini sabato esordirà a San Siro.