Novellino: «Io ci riprovo»

Federico Casabella

Ha scalato un altro pezzo della montagna l'alpinista Novellino. Ancora una volta senza l'aiuto di nessuno, ha raggiunto lo scopo prefisso, proprio come i grandi scalatori, senza voltarsi indietro per vedere il percorso fatto, senza pensare troppo a quanto è ancora lunga e difficile la strada da percorrere per raggiungere la cima. In tre anni la Sampdoria, con lui in qualità di capocordata, è passata dalla serie B all'Europa ed ora, per questo scalatore, è giunto il momento di fare il bilancio di un anno, costellato di forti emozioni, per poi staccare la spina.
«È il momento di rilassarsi, mi dedicherò alla corsa e alle partitelle con i ragazzi, niente più schemi per qualche tempo», sorride sornione il tecnico irpino. È il momento di tracciare a mente fredda un bilancio stagionale e il Mister lo fa ringraziando tutti: giocatori, società e tifosi, ma il pensiero più caldo è dedicato ai suoi ragazzi: «Un gruppo fantastico, che si è sacrificato per raggiungere posizioni prestigiose e ha saputo comprendere il carattere non facile di Novellino. - racconta l'allenatore blucerchiato - Hanno saputo apprezzare le qualità dell'uomo Novellino, sempre pronto ad aiutare i ragazzi e leale verso tutti, ed il Novellino allenatore che deve guardare solo a quello che i giocatori esprimono sul campo. E se ai miei ragazzi devo dare un voto, - conclude Monzon - io do 60 come si faceva una volta alla maturità, perché hanno raggiunto la piena maturità».
Nessun rimpianto, né per i punti lasciati per strada, né per quello che poteva essere se la Samp avesse avuto qualche giocatore più in forma, o magari una punta che la buttasse dentro qualche volta di più: «Non ci è mancato niente, Doni è stato bloccato da una serie di infortuni che però non mettono in discussione le sue qualità, e su Rossini continuo ad essere della mia idea: è un giocatore generoso che si sacrifica per la squadra. Gli manca la cattiveria sotto porta, ma ha anche tanta sfortuna». E a chi gli fa notare i diverbi avuti con Flachi, il Mister risponde con fare paterno: «Francesco è un ragazzo che, se non si stimola, tende a sedersi. Ogni tanto devo bacchettarlo perché dimostri a pieno il suo valore, perché sappia sempre dare il massimo».
La Sampdoria grazie alla banda Novellino è di nuovo in Europa (e per il prestigioso traguardo, il presidente della Regione Claudio Burlando, domani mattina alle 11 premierà la squadra ed il tecnico presso il Palazzo della Regione), torna ai fasti del passato ed è pronta ad aprire un nuovo ciclo. L'obiettivo, adesso, è rinforzare l'organico in vista della prossima stagione per non sprecare tutto quanto seminato finora. Nei prossimi giorni Novellino, Marotta e Asmini si siederanno intorno ad un tavolo per decidere le strategie di mercato: «Logico che cercheremo di migliorarci, ma senza stravolgimenti: la difesa va confermata in blocco, poi per centrocampo e attacco valuteremo chi farà al caso nostro. Se arrivasse Recoba? Potrei modificare il mio modulo, sui 4 difensori non si discute, ma potrei giocare con Flachi e Recoba là davanti insieme ad una punta centrale». Altri nomi non ne fa, gli si scuce solo quello del suo pupillo, ma la prossima tappa da raggiungere per continuare questa magnifica scalata è chiara: «Vincere la Coppa Uefa e conquistare la qualificazione in Champions, altrimenti non starei qui».
Domenica nella curva blucerchiata capeggiava uno striscione: «Sognare non costa nulla. Grazie Mister». Continui a far sognare, signor Novellino.
Ieri sera, intanto, tutta la squadra era ospite a cena del presidente Riccardo Garrone nella sua villa di Grondona. Uno «sciogliete le righe» in vista delle meritate ferie.