Novellino organizza una cena con Flachi, giocatori e mogli

Dopo la positività delle controanalisi tutta la Samp intorno a Francesco Le nuove norme contro tamburi e striscioni

Anche le controanalisi inchiodano Francesco Flachi. Niente da fare, i risultati dell'Acqua Acetosa, il centro analisi del Coni, sono gli stessi del controllo antidoping effettuato sul giocatore dopo Sampdoria-Inter del 22 gennaio scorso. A rendere ufficiale il riscontro è stato l'avvocato difensore del giocatore, Paolo Rodella, che nella mattinata di ieri ha confermato: «Flachi è stato trovato positivo ad un metabolita della cocaina - spiega l'avvocato Rodella -. È stato analizzato lo stesso campione d'urina del primo controllo e l'esito è risultato il medesimo».
Ma la squalifica del numero 10 doriano non sarà immediata. L'iter procedurale è ancora lungo e prevede che Flachi venga sentito dalla procura federale antidoping con tempi ancora da definire, «probabilmente dovremmo attendere 15, 20 giorni - conferma Rodella -, tempi tecnici. A noi non rimane che attendere». Alla procura antidoping Flachi dovrà rendere conto di quanto avvenuto, spiegare il motivo di quelle analisi risultate fuori dai parametri. Quindi l'iter prevede il passaggio ai vari organi della giustizia sportiva: «Solo lì potremo cominciare a fare valutazioni sulla pena che potrebbe essere inflitta a Francesco - ammette Rodella -. Al momento ogni discorso è prematuro: non possiamo fare valutazioni di merito né previsioni. Ad oggi abbiamo solo un elemento nuovo che è quello della positività alle controanalisi».
Nelle scorse settimane c'è chi ha avanzato l'ipotesi secondo la quale, la richiesta di controanalisi fortemente voluta dal giocatore, poteva essere letta come volontà a non voler collaborare e non permetterebbe agli organi di giustizia sportiva di essere miti sulla pena che gli potrebbe essere inflitta, «è quanto di più falso di potesse dire - replica l'avvocato del giocatore blucerchiato -. Svolgere le controanalisi è un diritto riconosciuto di cui il mio assistito ha voluto legittimamente avvalersi. Non esiste nessuna possibilità che questa richiesta di controprova possa portare ad una diversità della pena». Pena che, comunque, potrebbe arrivare fino a 2 anni di squalifica e significherebbe il divorzio tra Flachi e la Sampdoria.
Dalla società bocche cucite. L'ad Beppe Marotta ha detto di non voler parlare fino a quando non avrà in mano l'attestato del Coni che certifica l'avvenuta positività al supplemento di analisi. Chi ha voluto spendere qualche parola sulla vicenda è stato Walter Novellino: «Francesco è per me come un fratello - racconta -, e non lo lasceremo solo in questa situazione. Ci auguriamo che la pena che gli verrà inflitta, sia la più mite possibile». Questa sera Novellino ha deciso di riunire la squadra con le rispettive famiglie per una cena e come invitato d'onore ci sarà Francesco Falchi con la moglie. Un gesto per fargli sentire l'attaccamento del mister e dei compagni.
Novellino ha parlato da Vercelli dove, ieri pomeriggio, la Sampdoria ha sostenuto un'amichevole contro la Pro Vercelli, squadra che milita in C2. Test con molti esperimenti per i doriani che hanno portato in campo per un tempo anche Gheddafi. La gara è terminata 1-1 con una rete per tempo: al 2' della prima frazione ha segnato Scalzo per i neri, al 24' della ripresa ha pareggiato i conti Bastrini.
Ieri la Sampdoria ha reso note le nuove disposizioni in tema di sicurezza emanate dal Governo. Entreranno in vigore dal 30 marzo e vietano l'introduzione allo stadio di materiale per le coreografie, tamburi e striscioni se non preventivamente autorizzati. Per quanto riguarda i contenuti degli striscioni i tifosi dovranno inviare alla società di appartenenza, entro 7 giorni prima della gara d'interesse, un modulo con il testo e la lunghezza dello stesso, ed il settore in cui verrà esposto.
Il procuratore federale Stefano Palazzi, infine, ha incaricato l’Ufficio indagini della Figc di ascoltare Riccardo Garrone in merito alle dichiarazioni rese alla Gazzetta dello Sport, dove il presidente ha parlato di «spese folli» all’interno della Lega Calcio.