Novellino: «Prima vinco, poi vado»

Federico Casabella

Si mettano il cuore in pace a Napoli, Torino (sponda granata) e Palermo, Walter Novellino non si muove da sotto la Lanterna. Negli ultimi giorni il tecnico sampdoriano era tornato alla ribalta tra gli allenatori pronti a cambiare panchina. Le voci di radiomercato rimbalzate su Genova, lo davano in cerca di un altro carro su cui saltare ma, a dissipare da ogni dubbio la sua permanenza alla guida tecnica della Samp, era già stato lunedì il presidente Garrone.
Ieri, è stato lo stesso tecnico blucerchiato a togliere qualsiasi dubbio: «Mi vedete sulle panchine di mezza Italia,- ha scherzato - ma ho scelto da tempo di continuare il cammino con la Sampdoria». Parole di miele quelle spese dal tecnico e riservate a tifosi, società e presidente: «Non voglio essere una meteora nella storia di questo club - spiega Novellino. - Sto svolgendo un lavoro importante qui a Genova e non me ne voglio andare proprio adesso. Ho bisogno di prendermi delle rivincite: non posso buttare via tre stagioni splendide per questi ultimi due mesi di lavoro». Riferimento chiaro alla crisi di risultati che ha accompagnato l'ultima parte del campionato della Samp, con l'obiettivo di inizio stagione che ha lasciato spazio ad un finale che rischiava di vedere i blucerchiati in lotta per non retrocedere. La confortante prova contro la Roma ha chiuso ogni discorso: «Abbiamo fatte una bella gara, giocando con razionalità - commenta -. La squadra ha quasi sempre dimostrato di saper giocare: ci siamo smarriti solo in tre partite durante l'anno. Sarò ripetitivo, ma il rammarico più grande, è non aver avuto una torre in attacco che finalizzasse: me ne sarebbe bastato uno tra Bazzani e Bonazzoli e saremmo a lottare per altri obiettivi».
Punto e a capo, la stagione è andata come è andata, ora il colpo di coda finale alla ricerca di qualche vittoria che possa rendere più decorosa la classifica finale: «Dobbiamo cercare di finire con onore la stagione. Intanto, bisogna fare i 3 punti contro l'Udinese: è un impegno da onorare per ricompattare la tifoseria. Dobbiamo molto a questo pubblico - continua - che ci ha seguito anche a Roma». Nella formazione che affronterà i friulani, Novellino farà a meno di Zenoni, Tonetto e Falcone fermati dal giudice sportivo mentre Flachi e Sala, che ieri pomeriggio hanno lavorato in piscina, sono in forte dubbio: squadra sempre più in emergenza a sottolineare ancora una volta lo sfortunato campionato in cui è incappata la Sampdoria.
Ma c'è anche spazio per parlare del futuro. Un obiettivo è stato raggiunto, ed ora, dopo mesi durissimi si deve voltare pagina, ad ammetterlo lo stesso Novellino, citando Dante: «Mi ripetevo "Non ti curar di lor ma guarda e passa" mentre cercavo di fare il punto tra tante situazioni sfortunate che mi cadevano addosso ogni giorno».
Garrone ha parlato di squadra costituita da tanti giovani ed il tecnico è sulla stessa lunghezza d'onda del suo presidente: «Con giovani di qualità e qualche uomo di esperienza pronto a fare la differenza in squadra, credo che non potrà mancare nulla per lottare per obiettivi ambiziosi. L'importante è che siano tutti motivati».
Si spinge oltre nel confermare i fine contratto Castellini e Volpi. Si rassegna all'idea di aver perso Diana e pizzica Marotta sul calcio mercato estivo: «Mi aspetto quell'acquisto frizzante magari in attacco, d'altronde è stato lui a parlarne».
Bomba di mercato o meno il tecnico vola con la mente alla prossima stagione: «Mi sarebbe piaciuto vincere la coppa Italia per metterla nella bacheca del presidente Garrone, se la merita tutta. Ci proveremo tra un anno».