Novellino vuole una Samp uguale al Milan di Sacchi

Il mister chiede ai suoi «mentalità da provinciale». E tre punti a Torino

Federico Casabella

La Sampdoria come il Milan di Sacchi. È il desiderio di Walter Novellino che chiede alla sua squadra lo stesso atteggiamento in campo della squadra rossonera degli anni '80: «Una squadra fatta di tanti campioni che giocava con grande umiltà - spiega il tecnico -, una formazione fatta di tanti talenti che giocava con la mentalità di una provinciale, nonostante fosse straordinaria per la forza che sapeva esprimere. Io voglio una Sampdoria con lo tesso atteggiamento, una formazione dove anche i grandi campioni si sacrificano per la squadra».
Si è rasserenato l'ambiente blucerchiato dopo la vittoria di domenica sul Chievo e ora la Samp sembra determinata ad affrontare la prossima sfida in campionato alla ricerca di continuità nei risultati. Domenica sera Walter Novellino vuole una Samp agguerrita. Il Torino è in difficoltà, con una classifica deficitaria tra la contestazione della tifoseria e la posizione in bilico dell'allenatore sta attraversando una settimana difficile: «Non ci devo pensare io - chiosa Novellino con riferimento alla posizione di Zaccheroni -, sto lavorando per migliorare questa Sampdoria e il cerchio sembra quadrare». Dopo tanta fatica l'allenatore blucerchiato sembra veramente aver trovato quell'equilibrio tattico che stava cercando da tempo, con la consapevolezza di avere un reparto offensivo molto affidabile: «Quagliarella farebbe comodo a molti in questo momento - racconta -, Flachi sta per tornare e sarà come al solito determinante per la sua qualità. Bonazzoli è in ripresa e Bazzani piano piano tornerà quello di una volta, di più non posso chiedere». A centrocampo sembra delinearsi la conferma come esterno di Christian Maggio, giocatore che nasce come terzino ma che Novellino sta adattando a centrocampo: «Per quel ruolo gli manca solo il dribbling ma sa sopperire con la corsa - spiega il tecnico -. Ma non dimentichiamo Olivera e Soddimo che avranno altre chance. Soprattutto spero nel recupero di Olivera che può regalare maggiore fantasia a questa squadra».
Ma una nota di merito l'allenatore dei doriani la dedica al suo pubblico: «Non lo dico per ruffianeria - commenta -, senza di loro non ce l'avremmo fatta contro il Chievo. Hanno dato loro la vittoria a questa squadra. Noi giocavamo e arrivavamo sottoporta, loro la buttavano dentro!».