A novembre 5mila morti per attacchi della Jihad

È agghiacciante il bilancio del terrorismo di matrice islamista. E quasi la metà degli attacchi porta la firma dell'Isis

Cinquemila morti. E' agghiacciante la contabilità del terrorismo di matrice islamista nel mese di novembre. Oltre cinquemila vittime, 5.042 per la precisione. Non è l'unico dato preoccupante. C'è anche da considerare un altro elemento: il 44 per cento degli attacchi, con 2.206 morti, è stato condotto dai tagliagole dell'Isis, i nuovi leader mondiali del terrore. L'Iraq resta il paese più colpito, seguito da Nigeria, Afghanistan e Siria. Queste quattro nazioni rappresentano dunque il bersaglio principale dei gruppi estremistici di mezzo mondo. In Nigeria il sangue viene chiamato dai fanatici di Boko Haram, responsabili dell'uccisione di 801 persone nel corso di 30 operazioni. I dati emergono da uno studio realizzato dal Bbc World Service. "I numeri - commenta Peter Neumann del King's College di Londra - sono sconvolgenti, soprattutto se si pensa che tre anni fa chiunque in Occidente diceva che era finita. Al Qaeda era in declino". Poi le cose sono cambiate. L'Occidente non è riuscito in alcun modo a prevedere un fenomeno così vasto. E purtroppo la situazione cambia rapidamente sul campo. Nel giro di un mese in Siria e in Libia sono sorti nuovi gruppi e altri hanno annunciato nuove alleanze.