Novi affonda Carena Torna la pace in porto

Comitato portuale: il segretario generale dimissionario dopo la votazione favorevole al presidente

(...) il nome. Ma l’identikit. «Non un manager dello shipping - dichiara il presidente dell’Authority - bensì un amministratore pratico che conosca bene le questioni burocratiche, che gestisca le delibere approvate dal Comitato e che abbia contatti con il governo. È possibile - aggiunge Novi - che affideremo a una società terza la ricognizione del professionista che stiamo cercando».
Chiusa questa parentesi, Novi fa un passo indietro e ritorna sulle critiche che gli sono piovute addosso in questi mesi, in particolare dai terminalisti e dagli industriali. «Io non ho mai preso a “pesci in faccia“ nessuno, ho sempre avuto il massimo rispetto per tutti, ma sono loro ad aver alzato i toni della polemica. E io mi sono limitato a rispondere che la crisi dei traffici non dipendeva dai problemi interni all’Authority, ma dai concessionari dei terminal. Ora, però, dobbiamo ricucire i nostri rapporti». Quindi, nessuna autocritica da parte di Novi, che rilancia: «Il contrasto con Carena è nato solo per una divergenza di vedute sul futuro del porto. Lui non ha apprezzato la nuova gestione, da qui la mia decisione di chiederne la revoca da segretario generale».
Nonostante la soddisfazione di Novi, la verità è che l’Authority ha superato in extremis il rischio commissariamento. Ed era un rischio tangibile visto come si era messa la situazione, a dir poco lacerante per il porto e per la sua comunità. Non è un caso che anche il cardinale Tarcisio Bertone sia sceso in campo domenica per porre fine allo scontro. Invano. Una crisi, quella interna al Palazzo, che non è stata risolta nelle concitate settimane precedenti, nonostante le innumerevoli mediazioni degli enti locali. A testimoniarlo è lo stesso presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, che commenta a caldo: «Abbiamo fatto numerosi incontri per ricomporre la frattura, senza riuscirci. Ora, approvata la delibera del presidente Novi, sono stati superati tutti gli ostacoli: abbiamo confermato Carena all’interno della struttura dell’Authority, a fronte della sua professionalità e della sua pluriennale esperienza alle dipendenze dell’ente».
Aggiunge, il sindaco Giuseppe Pericu: «Il presidente aveva il potere di chiedere la revoca dell’incarico a Carena, e lo ha fatto legittimamente. Nel contempo, fa piacere aver trovato da parte di Carena la disponibilità a ricoprire nuovi ruoli. A questo punto, sarà Novi, in piena autonomia, a scegliere il suo sostituto. E l’auspicio di tutti è che lo faccia il prima possibile». Ma la soluzione non poteva essere trovata prima? «Gli enti - risponde il sindaco - hanno mediato svolgendo il loro compito istituzionale. Detto questo, non esisteva solo il problema porto a Genova. Ci sono problemi ben più importanti». Chiude il giro di interventi Alessandro Repetto, presidente della Provincia: «Con questo voto, il Comitato ha salvaguardato una posizione di diritto del presidente e una figura professionalmente valida come Carena. Questo è l’esito migliore che potevamo ottenere».
Ma i veleni non finiscono qui. L’Authority puntualizza - in merito a un articolo pubblicato domenica su un quotidiano locale che sollevava riserve circa l’assunzione di Carlo Vinelli e Marco Manzitti nella società creata per ridisegnare il nuovo waterfront - che «l’Ufficio speciale per l’aggiornamento del Piano regolatore portuale e l’elaborazione delle relative varianti, composto da membri interni e esterni dell’amministrazione, è stato approvato dal Comitato Portuale il 14 febbraio 2004». E aggiunge: «Gli Enti locali (Regione, Comune e Provincia) che partecipano al suddetto Ufficio hanno approvato l’inserimento dell’ingegner Carlo Vinelli e del dottor Marco Manzitti». L’Authority conclude: «Il compenso pattuito per i due collaboratori non può e non deve intendersi come una consulenza dell’Autorità Portuale ma farà capo alla somma di 2 milioni di Euro messi a disposizione dell’Autorità Portuale dalla Regione Liguria per lo studio e la progettazione del waterfront portuale».