Novi davanti al giudice: «Sono serenissimo»

L’ex presidente per quattro ore e mezzo a Palazzo di giustizia respinge le accuse di concussione, truffa e turbativa d’asta. Entro cinque giorni potrebbe essere revocato l’arresto

Niente concussione, niente turbativa d’asta, niente truffa, niente di niente: è questa la linea di difesa sostenuta da Giovanni Novi, l’ex presidente dell’Autorità portuale agli arresti domiciliari da lunedì per ordine del gip della Procura di Genova, Franca Borzone, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dai pm Enrico Zucca e Walter Cotugno sull’assegnazione del terminal Multipurpose. E proprio di fronte a Borzone e Cotugno, ieri mattina a Palazzo di giustizia Novi ha sostenuto con forza le proprie tesi contestando punto per punto i tre capi d’imputazione nel corso dell’interrogatorio di garanzia durato oltre quattro ore e mezza. «Sono serenissimo, ho spiegato tutto senza problemi - ha dichiarato il broker all’uscita da Palazzo -. Adesso lasciatemi andare in clinica da mia moglie, è la cosa più importante». Il giudice delle indagini preliminari dovrà decidere - a termine di legge, entro di cinque giorni -, se revocare la misura cautelare. Una decisione che gli avvocati della difesa, Cesare Manzitti e Cesare Corti Galeazzi, attendono per lunedì o martedì prossimo. La sensazione ricavata dall’interrogatorio, particolarmente approfondito, e avallata dai difensori è che Novi abbia chiarito le motivazioni del suo operato: «Non esiste nessuno dei reati contestati» commenta in particolare Manzitti. E spiega: «Le accuse sono totalmente infondate. Non c’è stata alcuna turbativa d’asta perché per l’assegnazione delle aree nel Terminal è stata seguita la procedura, concordata da tutti, ai sensi dell’articolo 18 comma 4, sostenuta ampiamente da tutti i presenti, cioè i partecipanti all’asta, e valutata positivamente sul piano giuridico». Inoltre i soldi alla Culmv, il milione e 800mila euro attribuiti alla Compagnia dei portuali di Paride Batini, «sono passati al comitato portuale con una delibera presa all’unanimità: ipotizzare che Novi abbia potuto truffare il comitato portuale è semplicemente ridicolo». Né esiste, infine, l’ipotesi di concussione.
Riferendosi a Giovanni Novaresi, avvocato dello Stato, e alle sue presunte consulenze illegittime fornite all’Autorità portuale in merito alla gara per l’assegnazione del Multipurpose e al pagamento alla Culmv, ancora Manzitti spiega quanto è emerso dall’interrogatorio: «Novaresi, anch’egli indagato per truffa e corruzione per atti contrari all’ufficio in concorso con l’ex presidente, ha dato un parere, ma non da solo, bensì insieme a Domenico Salvemini, capo distrettuale dell’Avvocatura dello Stato». Anche Marta Vincenzi esterna: «Ben venga Mani pulite due» dichiara il sindaco a chi le chiede di commentare la possibilità che le indagini si possano estendere ad altri filoni della pubblica amministrazione. Intanto «nessuna comunicazione riguardo a un invito a comparire davanti ai magistrati come persona informata dei fatti» risulta arrivata al presidente della Regione, dopo le notizie riportate dai quotidiani La Stampa e Corriere Mercantile. «Sulla vicenda - precisa Burlando - ho già detto quello che so e che penso, anche rispondendo alle critiche ingiustificate nei miei confronti. Ora preferisco mantenere il massimo riserbo per rispetto del lavoro della magistratura».