Novi, Messina e il «complotto» allo Yacht Club

Novi-Messina, ennesimo scontro. Prima le denunce, addirittura l’arresto dell’ex presidente dell’Autorità Portuale, poi la sentenza che di fatto cancella una montagna di accuse contro Giovanni Novi e la condanna dell’armatore Ignazio Messina per diffamazione. Adesso la «cassazione» allo Yacht Club Italia, il più prestigioso circolo velico italiano, con sede a Genova: la domanda di iscrizione di Fernanda e Rossella Messina, figlie di Giorgio, è stata rifiutata dai soci. Un rifiuto - di cui nei giorni scorsi hanno dato conto Il Secolo XIX e il Corriere della sera che (come segnala il sito Dagospia) ha ripreso la notizia senza segnalare la fonte originale nel giornale genovese - espresso a scrutinio rigorosamente segreto, addirittura per posta con busta anonima, e sul cui esito finale non sono neppure disponibili i dati precisi. Tutto assolutamente regolare, come previsto dallo statuto dello Yacht Club, che può rifiutare l’iscrizione se anche solo una minoranza di voti è contraria.
Nulla di strano, dunque, se non fosse che la vicenda è stata letta e presentata come un complotto ordito da Giovanni Novi, che per anni fu alla guida del sodalizio, per vendicarsi del processo subito a seguito dell’inchiesta aperta anche sulla base delle denunce di Messina. La maggior parte dei soci, contattata, dice di non aver votato neppure. Molti ricordano come nella storia del club ci siano già state molte esclusioni illustri. C’è persino chi evidenzia come sia consuetudine che, chi presenta un socio non accettato, poi si dimetta. Atto che, in questo caso, toccherebbe a Gianfranco, Ignazio e Massimo Messina. Insomma, la spaccatura all’interno del club c’è tutta. Che le due sorelle scartate paghino l’avversione nei confronti della famiglia è più che probabile. Ma il «complotto», viene smentito con forza.
«In relazione agli articoli di stampa usciti in questi giorni aventi ad oggetto la bocciatura delle domande di ammissione di due rappresentanti della famiglia Messina allo Yacht Club e ai riferimenti ad un presunto "complotto" di Novi o del "clan Novi" - interviene lo stesso Giovanni Novi - riservandomi ogni azione in merito, ritengo utile far presente come sia del tutto fuori di luogo ricondurre a me una decisione che i soci del club hanno evidentemente assunto liberamente e, oltretutto, segretamente, senza alcuna influenza da parte mia. Forse sarebbe più opportuno che chi parla di complotti inesistenti riflettesse sulle ragioni di quello che è avvenuto e ne traesse le dovute conseguenze».