NOVI, ONORE A UN GALANTUOMO

(...) Autorità Portuale di Genova, compresa quella della Tirrenia, sequestrata nei giorni scorsi dalla magistratura penale, circostanza che ci ha fatto perdere le navi container della compagnia statale, dirottate verso Livorno. E sembra quasi inutile precisare che se i sequestri interessassero anche il resto delle banchine del Multipurpose, l’economia genovese, già moribonda, rischierebbe di subire la botta decisiva che la ammazzerebbe per sempre. La denuncia sul tema firmata da Cgil, Cisl e Uil, stavolta, è sacrosanta.
In questo quadro, in mezzo a tanti silenzi assordanti di tanti un tempo loquaci, sono musica le parole di Giovanni Novi che dalla sentenza del Consiglio di Stato che certifica la correttezza del suo operato si vede rendere l’onore di galantuomo. Noi e i nostri lettori non avevamo mai avutuo alcun dubbio, nemmeno nei giorni drammatici in cui questo galantuomo è stato messo agli arresti, mentre moriva sua moglie Nucci: «Ora, pur essendo estraneo all’Autorità Portuale di Genova sono molto preoccupato per l’eventuale misura di sequestro del terminal, che avrebbe effetti disastrosi per l’andamento del Porto. In questo senso, vorrei sottolineare come il procedimento penale che fino ad oggi ha procurato notevoli danni soltanto a me, potrebbe colpire anche l’economia del Porto e quindi dell’intera città».
Credo non serva aggiungere altro. La grandezza di una persona si vede anche in questi frangenti. Le piccinerie, pure.