Novità, adesso nei negozi pagheremo con il cellulare

Dal 2008 in Francia si potrà usare il telefonino come carta di credito. Esperimenti simili in tutto il mondo

Milano - «Scusa un attimo cara – dice al telefonino una signora in fila alla cassa di un cinema – devo pagare il biglietto». Allontana il cellulare dall’orecchio, lo passa vicino a un sensore e riprende a chiacchierare, dirigendosi verso la sala. Biglietto pagato e conversazione salva. Senza tirare fuori il portafoglio, senza contare banconote o cercare spiccioli sul fondo della borsa perché il cassiere non ha resto.

Una scena plausibile in un futuro ormai prossimo, visto che dopo essere stato semplice mezzo di comunicazione, macchina fotografica, lettore multimediale, computer e televisore, per il cellulare è ormai tempo di indossare i panni della carta di credito.

Benché in un certo senso per la generazione cresciuta con gli sms pagare via telefonino sia qualcosa del tutto normale (da diversi anni è possibile comprare loghi, suonerie o sfondi per il proprio cellulare) ora i produttori di telefonini e i gestori di telefonia mobile si stanno attrezzando per estendere questa pratica al grande pubblico e tramutare i telefoni in veri e propri strumenti di pagamento, con i quali sia possibile acquistare ogni genere di beni di consumo. Il tutto con la sicurezza e la rapidità di una carta di credito, ma senza la necessità di possedere un conto corrente: l’importo versato nella transazione viene scalato dal traffico telefonico o da una carta prepagata comprata appositamente.

Se, nonostante l’amplissima diffusione di telefoni, in Italia il fenomeno sta muovendo solo i primi passi (in alcune città si è attivato il pagamento dei parcheggi tramite sms), il pagamento tramite telefonino (o «pagamento mobile») in altri Paesi è sempre più diffuso; di ieri l’annuncio dell’introduzione dal 2008 in Francia della possibilità di pagare biglietti del treno con il cellulare, per poi estendersi ad altre tipologie di beni. E a rendere promettente il progetto c’è l’adesione di tutti i gestori di telefonia del Paese, più sei banche e i circuiti Visa e Mastercard.

Altri esperimenti di portata minore del resto sono in corso in altri Paesi europei. In Austria T-Mobile, primo operatore di telefonia nel Paese, offre fin dal 2006 i servizi di pagamento via sms per le giocate del lotto. E in Inghilterra il Manchester City permette ai tifosi di pagare lo stadio col cellulare. A Mosca invece non occorre più il biglietto per salire sulla leggendaria Metropolitana. Nella nuovissima stazione Trubnaya, per varcare i tornelli basta sfiorare uno speciale lettore con un cellulare predisposto. E in Italia? Un progetto cova nella pentola delle Poste.

Come spesso accade in campo tecnologico però, all’avanguardia c’è l’Asia. In Giappone la Ntt Docomo, numero uno della telefonia mobile nel Paese del Sol Levante, ha già venduto oltre un milione di cellulari contenenti chip predisposti per gestire pagamenti, a fronte di ben 13 mila negozi nipponici dove sono già stati installati lettori per cellulari in tutto simili a quelli per le carte di credito.

A Tokyo il meccanismo funziona. Tanto che si preparano partnership importanti: la Ntt Docomo e McDonald stanno infatti mettendo a punto gli ultimi dettagli per permettere di pagare il conto presso tutti i ristoranti della catena semplicemente puntando il telefonino contro un supporto magnetico.