La novità di Bersani: in piazza contro il Cavaliere

L'appuntamento è fissato per l'11 e il 12 dicembre. Nel mirino,
oltre al governo c’è anche l’Italia dei valori di Tonino Di Pietro. <strong><a href="/interni/ciampi_basta_leggi_pro-premier_ma_presidente_approvava/24-11-2009/articolo-id=401318-page=0-comments=1">Ciampi: basta leggi pro-premier. Ma da presidente le approvava
</a></strong>

Roma - Contro una piazza, mille piazze. Non un giorno, ma due. Non un unico tema «contro», almeno tre. Il nemico pubblico però resta uno: Berlusconi e il suo governo. Bersani risponde al «no-B. day» lanciando la prima iniziativa della sua segreteria, all’insegna di una «doppia responsabilità: fare opposizione e nello stesso tempo costruire l’alternativa».

La manifestazione, organizzata dai Circoli per l’11 e il 12 dicembre in un migliaio di piazze delle principali città, si propone come target il «popolo delle primarie», ovvero i già convinti, per denunciare le «mille nefandezze» del governo. Tuttavia resta evidente che il bersaglio sia soprattutto l’Italia dei Valori, che ancora una volta ha bruciato sul tempo l’elefantiaco apparato erede del Pci. Così, se Di Pietro ha «intercettato» subito la manifestazione lanciata sulla rete Web - costringendo molti dirigenti pidini ad aggrapparsi sugli specchi, pur di parteciparvi e non sentirsi «scavalcati» - ecco arrivare anche la «piazza bersaniana doc» che si ribella alla «sindrome D.P.» (alias Di Pietro) sparpagliandosi e frantumandosi in mille luoghi.

Le provocazioni dell’ex Pm hanno però colto nel segno, tanto che la presidente Rosy Bindi e il vicesegretario Enrico Letta hanno avvertito il bisogno di sottolineare come sia sbagliato che Di Pietro s’impossessi delle «iniziative spontanee di protesta dei cittadini». E abbiano cercato di rispondere: «Se Di Pietro vuole partecipare alla nostra iniziativa Mille piazze per l’alternativa, è il benvenuto». «Il governo - ha aggiunto Letta jr - è in palese difficoltà. Fare opposizione rumorosa non basta per vincere le elezioni: per vincere occorre raggiungere il 51 per cento, cioè costruire l’alternativa di governo. Il Pd rispetta le iniziative degli altri partiti, ma noi non rinunciamo ad avere una sua cifra». La cifra, per ora, sembra soprattutto confusionaria, visto che la Bindi si è dichiarata persino «molto contenta che il 5 dicembre si faccia una grande manifestazione organizzata dai cittadini. Però non riteniamo corretto che un partito ci metta su il cappello. Una grande forza di alternativa, come siamo noi, fa le proprie iniziative».

Tre i temi principali al centro dell’iniziativa: lavoro, sanità e imprese. Gli slogan sui manifesti, in linea con tanti arzigogoli, saranno: «Un milione di disoccupati in più»; «Zero euro in finanziaria per la ristrutturazione e la costruzione di ospedali più moderni»; «A rischio 50mila piccole imprese e studi professionali». Il leit motiv unico per fortuna, sempre quello, il Cav: «Sempre i suoi problemi, mai i problemi nostri». «Vogliamo discutere - ha spiegato Letta - delle cose di cui parlano gli italiani a cena». Sperando che nulla vada di traverso. R.S.