La novità Generali Vivifuturo guarda anche alla salute

L’aumento dell’età media della popolazione e il conseguente aumento del numero dei pensionati comporterà una riduzione delle prestazioni erogate dai sistemi pensionistici di base. Il tema non riguarda solo gli ultracinquantenni. É necessario integrare quanto verrà erogato al momento del pensionamento cominciando prima possibile con la sottoscrizione di una pensione complementare. Tale scelta è favorita dallo Stato che consente, a chi si iscrive a una forma pensionistica complementare, di godere di particolari vantaggi fiscali sul risparmio ad essa destinato. I Piani di previdenza individuali, destinati ai lavoratori autonomi, ai liberi professionisti e ai lavoratori dipendenti, consentono all’aderente di percepire, dal momento del pensionamento, una pensione rendita che si aggiunge alla pensione di base e contribuendo al sostegno del tenore di vita nell’età anziana.
Generali, con Valore Pensione, provvede alla raccolta dei contributi e alla gestione delle risorse, nell’esclusivo interesse dell’aderente e secondo le opzioni di investimento dallo stesso indicate. Per quanto riguarda la gestione finanziaria, Valore Pensione offre varie opportunità di scelta al risparmiatore: dalla tradizionale gestione separata assicurativa «Gesav global gestione speciale per la previdenza» (caratterizzata da una garanzia di rendimento minimo annuo dal consolidamento annuo dei risultati) al fondo azionario europeo «Ag european equity» che comporta un aumento del livello di rischio, ma anche una conseguente diversa aspettativa di rendimento. Valore Pensione si distingue, inoltre, per le linee di investimento che determinano i diversi profili tra cui l’aderente può orientarsi nelle scelte di contribuzione annua: «Linea moderata europea» (investe il 60% dei contributi nella gestione separata e il 40% nel fondo interno) e la «Linea bilanciata europea» (investe il 40% dei contributi nella gestione separata e il 60% nel fondo interno). Le prestazioni pensionistiche possono essere erogate dal momento in cui si maturano i requisiti di pensionamento, a condizione che l’aderente abbia partecipato al Pip per almeno cinque anni ed è possibile percepire la prestazione in forma di rendita o in capitale. Maturare i requisiti per il pensionamento non vuole dire necessariamente andare in pensione: è, comunque, il singolo a decidere se percepire la prestazione pensionistica complementare o proseguire la contribuzione anche oltre il raggiungimento dell’età pensionabile.