«La novità Siviglia: cambiamo forma con il nuovo Atelier»

Puntiamo a sfilare a Milano Moda donna

Storia di un successo negli anni della crisi. Il marchio Siviglia del Gruppo One Way è passato da un volume d'affari di 5 milioni di euro nel 2007 ai 50 milioni del 2011, una crescita costruita attraverso un'offerta articolata di prodotti: prêt-à-porter uomo, donna e bambino cui negli ultimi due anni si sono aggiunte Siviglia denim, White Siviglia, pantaloni di altissima qualità e dall'inverno 2011 Atelier Siviglia, collezione di design che parla il linguaggio della moda comprensibile da Tokyo a Los Angeles, da Lodi ad Anversa. Oltre alla genialità del prodotto sono state attivate tutte le variabili di marketing e un ruolo speciale hanno giocato l'immagine curata a livelli altissimi e la distribuzione multimarca. Nel 2010 l'azienda ha inaugurato una show room in via Manin 13 a Milano e tra pochi mesi sarà terminata la nuova sede a Marotta, in provincia di Pesaro Urbino: 10.000 metri quadri con vista sul mare. Di strategie parliamo con il presidente imprenditore Sauro Bianchetti che con la famiglia è proprietario del Gruppo.
Perché è nato il progetto Atelier?
«Siviglia è cresciuta alla velocità della luce in quattro anni e ha sentito l'esigenza di affiancare a un ampio successo di mercato un'ipotesi molto personale di stile assolutamente selettivo: Atelier è dedicata solo alle donne che non hanno paura di vivere il pericolo e l'emozione di manipolare la propria immagine con un design che esce dai luoghi comuni. Una volta si sarebbe detto fashion victim, oggi è fashion actress».
Non è semplicemente una nuova collezione…
«No, è un brand di segmento altissimo, per i top store nel mondo. Sono 300-400 massimo. Serve una grande professionalità e un portfolio in cui si possono riconoscere solo le griffe ai vertici del mercato».
Come è stato accolto dai buyer?
«Hanno trovato credibile il progetto e incredibile il prodotto. In grado cioè di trasferire la motivazione all'acquisto alle clienti dalle loro vetrine. E in grado di dare una novità in un mercato che ha già visto tutto: Atelier ha il compito di esprimere un'idea selettiva».
Non rivelate il nome del designer: una mossa strategica?
«È stato il mercato ha scegliere per noi: garantisce ad Atelier la sua identità al cento per cento».
Il punto di partenza è la ridefinizione della forma…
«La collezione Atelier Siviglia per la primavera-estate 2012 parte da un'analisi culturale della società, ne coglie le contraddizioni, le elabora e le trasferisce in un progetto originale. L'informalità che ha caratterizzato lo stile diffuso nella società degli ultimi anni sta cedendo il passo all'urgenza di individuare nuove spazialità fisiche. Ecco perché lanciamo una Shape Discovery, la riscoperta della forma come linguaggio progettuale e stilistico che si pone in antitesi alla confusione generata dall'assenza di forma. In altre parole, da sempre "avere un disegno" è anche sinonimo di progetto. È costruzione del futuro».
L'offerta di Siviglia abbraccia diversi segmenti…
«Oggi la linea Atelier può aprire nuovi mercati internazionali, lavorando in sinergia con le linee tradizionali. Per esempio, può anche avere l'ambizione di entrare negli Usa dove abitualmente per le linee tradizionali sono necessari investimenti molto elevati per raggiungere una diffusione adeguata nei numeri».
Programmi per il futuro?
«L'obiettivo a breve e a lungo termine è sempre la crescita nei numeri, perché è questo il destino delle imprese. Ma la costruzione dell'identità dei brand è la cosa più affascinante per chiunque lavori nel fashion system. Un brand è una cosa che entra nella vita delle persone e che ne genera valori, comportamenti, emozioni. Nel concreto si parla di far sfilare di Atelier Siviglia in calendario moda donna di Milano a febbraio 2012. E ci auguriamo anche i primi monomarca a fine 2012».
Come sarà l'immagine di Atelier?
«Le campagne pubblicitarie per Siviglia sono una storia importante. Oggi sono riconoscibili "a occhi chiusi". Stiamo scattando la nuova campagna Atelier della primavera 2012 e possiamo anticipare una sorprendente novità: sarà radicalmente diversa dalla storia Siviglia: non sarà una questione d'immagine ma d'identità, entra nel profondo di una donna. Consapevolmente vulnerabile ma, proprio per questo, invincibile».