Nubi su Genova ma sarà un Salone «cuore e coraggio»

C'è un vuoto nella Sala Pirelli, Palazzo delle Stelline, sede milanese dell'Ice. Manca Lorenzo Selva, scomparso un mese fa. Manca a tutti: alla famiglia e agli amici. E alla nautica. Un lungo applauso sottolinea la presenza della figlia maggiore, Annamaria, dopo il brevissimo ricordo pronunciato dal presidente Albertoni.
Per la nautica è già ottobre. Quale Salone? Da un lato le nubi intense della crisi, dall'altro l'ostinata determinazione per un rilancio in grande stile della più importante rassegna nautica mondiale. Un'edizione particolare che Luigi Merlo (presidente dell'Autorità Portuale di Genova) definisce «Il salone del coraggio, perché in questa fase così difficile niente è scontato». Ma perché nautica e salone rappresentino la svolta per la ripresa dell'economia «bisogna che nautica e salone siano visti in modo diverso dal passato». Con un comune obiettivo, aggiunge Sara Armella: «Coniugare business e passione, in un salone-laboratorio di novità, ricerca, innovazione, ma anche vetrina italiana di cultura, turismo e sport». E soprattutto, per dirla con Anton Francesco Albertoni, «Il Salone del cambiamento, della qualità e del riposizionamento». E ricorda i numeri drammatici della crisi: «Addetti diretti in calo del 15%, crollo del mercato interno ridotto al 10% del fatturato complessivo».
Sembra allontanarsi, per ora, un'altra nube minacciosa: la «secessione». Il salone «low cost» annunciato in maggio dai dissidenti della vela a Genova Aeroporto, non si farà: «Il dialogo con queste aziende è tuttora in corso - taglia corto Albertoni - con l'obiettivo di capire che cosa si può fare per andare incontro alle loro esigenze».
E veniamo ai numeri. Che fanno impressione. A oggi sono 800 le aziende che saranno presenti al 52° Nautico (6-14 ottobre). Nel 2008 erano oltre 1.500. A loro, alle imprese, vanno i primi ringraziamenti del presidente di Fiera di Genova, Sara Armella: «Un grazie speciale. La vostra presenza conferma, in un momento estremamente difficile, la centralità e la compattezza del Nautico. Con coraggio e lungimiranza continuate a investire e vi promuovete per riprendere la via della crescita. Noi siamo impegnati in un processo di profonda trasformazione e modernizzazione, che prevede il completamento di un piano industriale per i prossimi anni e investimenti dei soci in termini di ricapitalizzazione. L'obiettivo è di allargare e promuovere l'offerta fieristica, anche con collaborazioni internazionali, valorizzando le competenze maturate e lavorando in nuovi ambiti: shipping, start up, temi legati alla sicurezza. Con i nostri partner di Ucina abbiamo individuato quattro punti cardine della “rivoluzione salone”: servizi agli espositori, incoming e internazionalizzazione, sport interattività e filo diretto con il mondo della progettazione. Se oggi siamo qui non è casuale. Per noi il ruolo di Ice è fondamentale».
Già, il vecchio e defunto Istituto per il Commercio Estero degradato al rango poco nobile di Agenzia per la promozione delle imprese. Che, per farla breve, significa «senza un euro», come sottolinea più volte il vicedirettore della sede milanese, Giancarlo Lamio. Il vecchio Ice andava riformato - da carrozzone a struttura snella al servizio delle imprese - non massacrato. Ma questo è un altro discorso.
«La nostra precisa volontà - conclude Sara Armella - è di portare sistematicamente a Genova gli operatori e i buyer di quei Paesi che oggi rappresentano lo sbocco più importante per la produzione nautica italiana. Dobbiamo agire in termini di sistema».
L'ad Beppe De Simone conferma e aggiunge: «Fiera di Genova è concentrata su clienti, visitatori ed espositori. Anche quest'anno abbiamo il supporto dei partner tradizionali come Carige e Rolex. Posso annunciare che entro la fine dell'anno inizieranno i lavori per realizzare il nuovo portale d'ingresso, un elemento importante che migliorerà flussi e accessi al quartiere fieristico».
C'è una novità, anzi due. Una attesa e invocata da tempo: il ritorno della subacquea, cioè le aziende di Confisub (aderenti a Confindustria), con i più noti e importanti marchi della produzione italiana. Si presenteranno in un unico coordinato spazio interattivo nella prima galleria del padiglione S, quello circolare all'ingresso del quartiere fieristico. L'evento clou sarà il conferimento del «Tridente d'oro», considerato il Nobel della subacquea mondiale.
La seconda è l'anteprima assoluta del premio «The Best Marine Woman of the year» (Il Giornale di Bordo se n'è occupato nell'edizione di sabato 30 giugno).
Marina Stella, direttore generale di Ucina, si sofferma sulle attività organizzative dell'associazione, dai convegni fino all'ultima tappa del programma «Navigar m'è dolce», questanno in joint venture con il Progetto Giovani Carige. Tra i convegni e dibattiti uno su tutti, dal titolo «La Nautica e il governo». E annuncia «Fucina», vale a dire il forum di Ucina-Confindustria Nautica. «Mentre - conclude - stiamo già lavorando al Libro nero della nautica».
Finale di testimonianze. «Negli ultimi 20 anni - dice Piero Formenti - a Genova sono state presentate tutte le novità, sia tecnologiche sia di design, che hanno reso i costruttori di gommoni italiani leader nel mondo». Pirotecnica, manco a dirlo, quella di Cataldo Aprea: «I dissidenti? Facile criticare, difficile proporre idee. Io nel 1988 ero un signor nessuno. Grazie a Genova sono cresciuto e oggi sono il Signor Apreamare». Come dire: «Fermatevi a Genova».