Nucleare, un bonus da 4,8 milioni per le centrali

Approvato dal cdm allo schema
legislativo proposto da Scajola per la localizzazione degli impianti di
produzione, di fabbricazione del combustibile e dei sistemi di
stoccaggio: primo passo verso il nucleare. Fondi per chi ospiterà le centrali

Roma - Parte il cammino del nucleare italiano. Il consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legislativo che specifica i criteri per l’individuazione dei siti dove verranno costruite le centrali nucleari del prossimo programma italiano per il ritorno all’atomo. Si tratta uno schema legislativo proposto dal ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, per la "localizzazione e l’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica e nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio, nonchè di misure compensative e campagne informative".

Attenzione all'ambiente "Nei tre mesi successivi il consiglio dei ministri adotterà il documento contenente la strategia nucleare con il quale saranno delineati gli obbiettivi strategici in materia. Successivamente, gli operatori interessati, in un’ottica di libero mercato, formalizzaranno le proposte per la realizzazione degli impianti" spiega una nota del ministero dello Sviluppo. "Con questo provvedimento abbiamo fissato i criteri per la localizzazione dei siti dando come obbiettivo prioritario non soltanto la loro sicurezza, ma anche le esigenze di tutela della salute della popolazione e di protezione dell’ambiente" commenta il ministro Claudio Scajola.

Benefici economici a chi le ospita Il comunicato conferma che il decreto prevede compensazioni economiche a favore di comuni e province che decidono di ospitare gli impianti. "Nel dettaglio è previsto un beneficio economico omnicomprensivo annuale commisurato alla potenza elettrica nominale dell’impianto nella fase di cantiere, pari a 3mila euro per megawatt. Una volta che l’impianto nucleare sarà entrato in esercizio, il beneficio economico sarà commisurato all’energia elettrica prodotta e immessa in rete, pari a 0,4 euro per mwh da corrispondere a imprese e cittadini sulla base dei criteri definiti dagli enti locali interessati" dice la nota. I benefici saranno attribuiti per il 10% alle province, per il 55% ai comuni e per il 35% che resta ai comuni limitrofi, fino ad un massimo di 20 km dall’impianto. Nel dettaglio, i benefici attinenti alla fase di realizzazione degli impianti sono destinati per il 40% agli enti locali e per il 60% alle persone residenti e alle imprese presenti sul territorio, "mediante la riduzione della spesa energetica, della Tarsu, delle addizionali Irpef, Irpeg e dell’Ici" aggiunge la nota. Il decreto prevede inoltre la creazione di un deposito nazionale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi.