Nucleare, la Consulta boccia tre leggi regionali "Illegittimo vietare l'installazione delle centrali"

Le leggi regionali con cui Puglia, Basilicata e Campania vietavano l'installazione sul territorio di impianti di produzione di energia nucleare sono state dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale. Prosegue il piano del governo per l'energia atomica

Roma - La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime le leggi regionali con cui Puglia, Basilicata e Campania avevano vietato l’installazione sul loro territorio di impianti di produzione di energia nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare e di stoccaggio di rifiuti radioattivi. La decisione è stata presa in una delle ultime camere di consiglio dei giudici costituzionali.

Bocciate tre Regioni Secondo la Consulta, le tre leggi regionali violano specifiche competenze statali. In particolare, le norme di Puglia, Basilicata e Campania sono state bocciate perché, in riferimento ai depositi di materiali e rifiuti radioattivi, avrebbero invaso la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente. Mentre per quanto riguarda l’installazione di impianti di energia nucleare sarebbe stata lesa la competenza esclusiva dello Stato in materia di sicurezza. In base al ragionamento dei giudici costituzionali, se le Regioni ritengono necessaria un’intesa con lo Stato sul tema possono impugnare le leggi statali davanti alla Consulta e non, come invece hanno fatto, riprodurre con legge regionale le situazioni che considerano più corrette.