Nucleare, Iran: al via l'arricchimento d'uranio Obama: "Vanno verso le armi atomiche"

L'annuncio: "Oggi abbiamo iniziato a produrre combustibile nucleare arricchito al 20 per cento alla presenza di ispettori internazionali". La comunità internazionali: "Verso nuove sanzioni contro gli ayatollah"

Teheran - L'Iran va avanti nella sfida sul nucleare e annuncia che è stato riavviato l'arricchimento al 20% dell'uranio nel sito di Natanz, nel centro dell'Iran, sotto la supervisione dell'Aiea, l'agenzia per l'energia atomica dell'Onu. "Oggi abbiamo iniziato a produrre combustibile nucleare arricchito al 20% alla presenza di ispettori dell'Aiea", ha dichiarato un funzionario alla tv di stato iraniana in lingua araba Al Alam. Un portavoce dell'ente iraniano per il nucleare, Ali Shirzadian, ha precisato che i "lavori preparatori" sono iniziati alle 09.30 (le 7 italiane) e che la produzione avrebbe materialmente preso il via verso le 13 locali. La notizia è stata confermata dall'agenzia Onu per il nucleare, l'Aiea che ha una equipe di ispettori a Natanz. 

Obama: "Verso le armi atomiche" Il presidente Barack Obama ha detto oggi che l’Iran si sta muovendo verso la fabbricazione di ordigni nucleari. La strada scelta dall’Iran, spiega Obama, nel suo programma nucleare, "non è accettabile". E, prosegue il presidente americano, la comunità internazionale "si sta muovendo velocemente" verso un inasprimento delle sanzioni all’Iran.

Arricchimento al 20% Arricchire l’uranio al 20% è un passo tecnologico importante: finora l’Iran non aveva mai superato il tetto del 3,5 per cento, più che sufficiente per alimentare un programma nucleare civile. Le 8.692 centrifughe concentrate nel sotterraneo di Natanz, l’impianto di arricchimento nel deserto alle porte di Teheran, non avevano mai superato questo livello, nonostante gli ispettori dell’Aiea si fossero praticamente convinti che esistesse un altro sito dedicato all’arricchimento dell’uranio. Anche simbolicamente dunque l’evento è importante. Sette anni di scontro aperto con le potenze occidentali e tre ondate di sanzioni imposte dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu non sono riusciti a fermare la corsa degli scienziati iraniani che ora, a detta degli esperti, dispongono di competenze tecniche per produrre testate nucleari. Con il via all’arricchimento al 20% si allontana l’ipotesi di un accordo sullo scambio di combustibile nucleare, come aveva fatto sapere lunedì la stessa Aiea. In sostanza l’Iran avrebbe dovuto impegnarsi a trasferire all’estero per il ricondizionamento "civile" tutto il suo stock di uranio a basso arricchimento, cioè 1.700 chilogrammi, in cambio di una fornitura di uranio arricchito al 20 per cento per alimentare il suo reattore di ricerca a Teheran, prezioso per la produzione di isotopi nella lotta contro il cancro. Ma quando ha capito che i suoi scienziati potevano arrivare da soli all’arricchimento fino al 20 per cento, il regime ha deciso che il gioco non valeva la candela.

Reazioni internazionali Gli Usa hanno già detto che vogliono che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si muova rapidamente verso nuove sanzioni, e ha chiesto una risoluzione "entro settimane, non mesi". Ma la Cina, che come gli Usa dispone del diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza, rimane riluttante e, subito dopo l’annuncio di Teheran, ha rilanciato la richiesta di nuovi negoziati. Il capo del Consiglio di sicurezza del Cremlino, Nikolai Patrushev, ha detto che le preoccupazioni dell'Occidente per il programma nucleare iraniano sono "valide" ed ha ipotizzato che alla sfida iraniana si potrebbe rispondere con qualcosa di più che semplici negoziati, secondo le agenzie di stampa russe. Le parole di Patrushev, ex capo dei servizi segreti (Fsb), lascerebbero intendere che la Russia potrebbe sostenere la richiesta di nuove sanzioni alle Nazioni Unite contro l'Iran. Il governo di Teheran sostiene di non voler costruire l'atomica "ma le azioni che ha intrapreso, compreso l'arricchimento al 20 per cento dell'uranio, fa sorgere dei dubbi in altri Paesi, dubbi che sono validi", ha detto Patrushev, citato dalla Ria. "La politica e la diplomazia sono importanti per una risoluzione, ma c'é un limite a tutto", ha aggiunto l'alto responsabile russo, secondo Interfax.

Frattini e le sanzioni Potrebbero arrivare entro questo mese le nuove sanzioni. Se arriva un "accordo"» nell’ambito del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, "non ci vorrà molto" ed entro febbraio potrebbe arrivare un "documento sulle sanzioni", che per Roma dovranno riguardare, in particolare, la guardia rivoluzionaria iraniana, che ha "il controllo dell’economia ed è uno degli "artefici" della situazione attuale nella Repubblica Islamica e dei rapporti tra questa e l’Occidente". L'Italia ha continuato il capo della Farnesina nel corso di un’audizione al Senato, l’Italia "ha chiesto e ottenuto di essere consultata sul quadro internazionale e abbiamo espresso sostegno" sulle sanzioni. "Attendiamo - ha aggiunto Frattini - una calendarizzazione della proposta". Roma si augura ancora, però, un accordo con Teheran, al quale è stato offerto di arricchire all’estero il proprio uranio e di riceverlo in forma di combustibile per il nucleare civile. Le speranze di Frattini sono riposte nella missione del ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, che »ha in programma una riunione di emergenza a Teheran". "Mi auguro -ha sottolineato il capo della diplomazia italiana- che Davutoglu ottenga il via libera al trasferimento dell’uranio in Turchia".


La notifica Teheran ieri aveva notificato all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) la decisione di cominciare a partire da domani, martedì, l'arricchimento dell'uranio al 20%. Lo ha detto il capo dell'Organizzazione nazionale per l'energia atomica (Aiea), citato dalla televisione di Stato. L'ordine di cominciare l'arricchimento è stato dato ieri dal presidente Mahmud Ahmadinejad, dopo che l'Iran ha rifiutato un accordo proposto in ottobre da Usa, Russia e Francia in base al quale Teheran avrebbe ottenuto dall'estero l'uranio arricchito al 20%, necessario per alimentare un reattore con finalità mediche. In cambio l'Iran avrebbe dovuto consegnare il 70% delle sue scorte di uranio arricchito al 3,5%.

La Cina insiste con gli scambi di uranio Pechino ha sollecitato ulteriori negoziati per un eventuale scambio di combustile nucleare con l’Iran. L’appello ella Cina è arrivato poco dopo la notizia che Teheran ha avviato il processo di arricchimento dell’uranio. "Ci auguriamo che le parti in causa si scambino le idee sulla bozza di accordo relativa al reattore di Teheran e raggiungano rapidamente un comune terreno di intesa che aiuti a risolvere la questione", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Ma Zhaoxu. "Ci auguriamo che sia fatto ogni sforzo per arrivare al dialogo sulla questione". Gli Usa è la Francia lunedì avevano invece annunciato che avrebbero lavorato per arrivare a nuove sanzioni contro l’Iran.