Nucleare Iran: a vuoto l’incontro Larijani-Solana

Bruxelles. L’Unione Europea «elimini le ambiguità sulla sua proposta» di cooperazione presentata a Teheran lo scorso 6 giugno se vuole «avviare negoziati seri con l’Iran». Lo ha detto il caponegoziatore iraniano per il nucleare, Ali Larijani, rispondendo ai cronisti a Bruxelles. Larijani, che non ha voluto indicare con precisione quali fossero tali elementi di ambiguità, ha però ammesso che il pacchetto di incentivi offerti dall’Ue, insieme con il gruppo dei Sei (Usa, Gran Bretagna, Francia, Cina, Russia e Germania), è globalmente «accettabile», ma ha precisato che la sospensione delle attività di arricchimento di uranio deve essere oggetto di un «lungo processo» di trattative. Larijani ha anche negato che l’Iran possieda la bomba atomica.
Poco prima, al termine del suo incontro con Larijani, l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Javier Solana, aveva detto: «Abbiamo riesaminato gli eventi che si sono succeduti da quando abbiamo presentato la proposta circa cinque settimane fa. Domani vedrò i ministri dei cinque Paesi (Stati Uniti, Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania), riesamineremo la situazione e vedremo come procedere».
Di fronte al rifiuto iraniano di dare una risposta immediata all’offerta dei Sei, gli Stati Uniti hanno ribadito ieri che insieme ai partner è stato da tempo concordato di rimettere la questione all’Onu, e dunque al Consiglio di Sicurezza, qualora Teheran non solo non accetti la proposta ma addirittura persista nel guadagnare tempo. Lo ha ripetuto Sean McCormack, capo portavoce del dipartimento di Stato Usa, che ha anche esortato gli altri quattro membri permanenti del Consiglio a tenere fede all’intesa raggiunta a suo tempo.