Nucleare, l’Iran accetta l’idea dei negoziati a Vienna

L’Iran apre a nuovi colloqui sul nucleare, accogliendo «con favore» la proposta di un rilancio dei negoziati con il cosiddetto «5+1» (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania), bloccati da circa un anno, e sollecita anche l’individuazione di una data. Lo ha detto a Teheran il capo negoziatore iraniano per il nucleare Said Jalili e lo ha ribadito il ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki. Quest’ultimo oggi a Bruxelles ha definito «una buona notizia» la proposta avanzata ieri dall’alto rappresentante della politica estera della Ue e mediatore per il 5+1, Catherine Ashton, di fissare un secondo round di colloqui con Teheran, da tenersi «in tre giorni a metà novembre», probabilmente a Vienna, sede dell’Aiea, l’agenzia dell’Onu per il nucleare. «I mesi di ottobre e novembre sono un buon periodo per riprendere il dialogo con il 5+1», e l’Iran vuole lavorare su una data specifica», ha detto Mottaki, a Bruxelles per partecipare alla riunione del forum ’Amici del Pakistan’. Il ministro iraniano ha parlato di un »passo positivo« e ha indicato quella di fissare una data come »la giusta maniera di procedere« per superare l’impasse, nato dopo l’ultimo contatto tra Iran e i 5+1 il primo ottobre del 2009. La brusca interruzione dei colloqui ha contribuito alla decisione da parte del Consiglio di sicurezza Onu, il 9 giugno scorso, di approvare l’inasprimento di sanzioni economiche internazionali contro Teheran. Di «buona notizia» a proposito della disponibilità dell’Iran a riprendere i negoziati sul dossier nucleare ha parlato anche il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, sottolineando tuttavia che l’obiettivo sono i «risultati»« e non »negoziare per negoziare». «L’Italia ha sempre sostenuto la ripresa dei negoziati - ha detto Frattini, anch’egli al forum Amici del Pakistan a Bruxelles, dove ha avuto un incontro con Mottaki -. La condizione è che la trattativa sia presa seriamente. Quello che vogliamo sono i risultati, non negoziare per negoziare. Se l’Iran dimostrerà trasparenza, l’Ue negozierà. Questa è la mia speranza». Durante l’incontro con Mottaki, Frattini ha ricordato al collega iraniano la necessità di «ampliare la prospettiva dei negoziati del dossier nucleare», sottolineando l’intenzione di «discutere anche di diritti umani».