Nucleare, la Moratti chiude la porta «No a una centrale in Lombardia»

«No al nucleare in Lombardia» dice Letizia Moratti. Il sindaco tenta di stoppare sul nascere le polemiche sul reattore nucleare. Un dibattito non gestito cautela potrebbe deflagrare prima di tutto sulla sua campagna elettorale. Così la Moratti si smarca: «Sono sulla linea del presidente Formigoni. No al nucleare in Lombardia, non abbiamo bisogno di impianti nucleari». Tra i contrari senza se e senza ma spicca il candidato sindaco della sinistra Giuliano Pisapia: «Le centrali nucleari non servono né in Lombardia né in Italia; la mia opposizione è legata sia a una questione di sicurezza - ancora oggi tutta da dimostrare - che ai costi del nucleare: non sono competitivi se paragonati a quelli del gas».
In realtà la posizione del governatore, Roberto Formigoni, è più sfumata, tesa a sottolineare l’“autarchia” e il potere contrattuale più che la contrarietà al progetto: «La Lombardia è una regione virtuosa anche nel campo energetico, perché ha raggiunto la piena autosufficienza». E ancora: «Il nucleare è una scelta che il governo italiano ha fatto e l’Italia è l’unico fra i Paesi sviluppati che non ha ancora creato una propria strategia in questa direzione. Credo che sia una scelta giusta. Quando saranno fissate le modalità per individuare i siti delle localizzazioni, ne discuteremo».
A breve è attesa la delibera del Cipe sulle tecnologie. Il prossimo passo del governo è la nomina dei componenti dell’Agenzia per la sicurezza nucleare: i ministeri di Ambiente e Sviluppo decidono in queste ore il nome dei quattro commissari. Per la presidenza in pole position resta il milanese Umberto Veronesi. A sostenerlo arriva il presidente della Provincia, Guido Podestà: «Ho appreso che il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, ha incontrato il professor Veronesi proponendogli di guidare l’Asn e ricevendo dal diretto interessato una sostanziale disponibilità. Auspico, quindi, una rapida e completa scelta dei componenti l’organismo». L’Agenzia ha un ruolo determinante nella procedura di autorizzazione del sito, perché provvede all’istruttoria tecnica e si pronuncia con parere vincolante.
Altra questione all’ordine del giorno è la scelta del sito che sarà scelto comesede del Parco Tecnologico e del Deposito nazionale di stoccaggio delle scorie. Tra le aree individuate come adatte dalla Sogin (la Società del Tesoro di gestione degli impianti nucleari) c’è anche il Mantovano.