Nucleare, Scajola smaschera il doppio gioco di Marta e Claudio

Camicia azzurra, cravatta blu di Finollo con le proprie cifre, abito in grisaglia fumo di Londra e scarpe nere. Arriva dalla giornata precedente a Roma e dalla mattinata passata a inaugurare la nuova stazione ferroviaria di Savona. Sono le 11,30 di ieri. L'auto blu del ministro arriva in perfetto orario nella sede a Campi di Ansaldo nucleare. Claudio Scajola è in gran forma. Pronto per un'altra inaugurazione. Quella del master universitario in Scienze e tecnologie degli impianti nucleari. Un'iniziativa che si propone di creare in Liguria un polo d'eccellenza per l'energia nucleare formando una nuova generazione di esperti. Un altro fiore all'occhiello per Genova, dopo che il sindaco Marta Vincenzi, alcuni giorni fa, aveva candidato la città come sede dell'agenzia nazionale per la sicurezza nucleare.
«Genova - continua il ministro - è una grande città, ma chi la amministra vive di incoerenze e ha atteggiamenti ambigui e contradditori. Da un lato si era deciso, addirittura, di presentare ricorso alla Corte Costituzionale contro il nucleare. Dall'altro, recentemente, si candida per diventare sede dell'agenzia. Un atteggiamento che per metà fa sorridere e per metà è inquietante. Considerato che le centrali nucleari non sono pericolose e che dire il contrario sono soltanto falsità ideologiche. Poi ci sono gli imprenditori, gli operai, l'università e l'industria che lavora e che vuole rilanciare, con buon senso, il capoluogo ligure verso il futuro creando tecnologia e occupazione».
Scajola ha poi salutato i giovani che parteciperanno al master di Ansaldo annunciando che nei prossimi giorni sarà approvato lo statuto dell'agenzia e che in primavera saranno stabiliti i criteri per le ubicazioni delle centrali. Il nucleare, insomma, va avanti. «Il fabbisogno energetico è un problema di sicurezza dello Stato - ha aggiunto il ministro - i danni dello sciagurato referendum del 1987 si possono quantificare in 15 miliardi di euro direttamente e in altri 50 miliardi di euro indirettamente. Con il governo Berlusconi siamo rientrati nel nucleare che diventa la grande opportunità per l'Italia. Non acquisteremo da Francia e Stati Uniti centrali chiavi in mano. Costruiremo le nostre da soli, sia pure avvalendoci della collaborazione di nazioni amiche e tecnologicamente avanzate in questo settore». Scajola ha poi ricordato come non ci siano polemiche nel governo per la banda larga. Gli investimenti saranno sbloccati in tempi brevi.«La banda larga - dice il ministro - è come l'Autostrada del Sole negli anni Sessanta. Per realizzarla vogliamo mettere insieme i contributi dei gestori e dei privati, ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte per non lasciare fuori quei territori che non sono appetibili sul mercato nazionale. Banda larga per tutti».