Nucleare: sostegno da Russia, Usa e Francia

Il ministro Scajola: "Questi stati hanno
dato la propria disponibilità per sostenere il ritorno
dell’Italia all’energia nucleare". Il governo sarebbe già pronto a realizzare un polo d'eccellenza recuperando le professionalità nostrane

Tokyo - Russia, Francia e Stati Uniti hanno dato la propria disponibilità per sostenere il ritorno dell’Italia all’energia nucleare. Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, a Tokyo per un convegno organizzato dall’Ice sugli investimenti e sulle opportunità di collaborazione finanziaria e industriale tra Italia e Giappone, non escludendo che un’identica posizione possa essere espressa dal Giappone nel corso del faccia a faccia con il ministro nipponico dell’Industria, Akira Amari.

Una scelta "imprescindibile" All’indomani della chiusura del G8 dell’Energia di Aomori, Scajola ha ricordato che il vertice ha ribadito che la scelta del nucleare è "imprescindibile per avere energia rinnovabile e per salvaguardare l’ambiente". La Russia, la Francia e gli stessi Stati Uniti "hanno espresso la propria disponibilità per supportare il ritorno dell’Italia al nucleare. Cercheremo - ha aggiunto - di realizzare un polo nucleare recuperando le professionalità italiane che si sono salvate". Su quest’ultimo punto, il direttore generale di Finmeccanica Giorgio Zappa (che è pure a capo dell’Italy-Japan Business Group), ha rilevato che il nucleare "è un argomento interessante per la controllata Ansaldo, che sta continuando a lavorare nel settore all’estero, come dimostrano gli accordi firmati per la costruzione delle centrali in Romania".

Lo scetticismo della Germania Il ministro dell’Ambiente tedesco, Sigmar Gabriel, non ha alcuna fiducia nella conversione al nucleare del governo italiano, e non crede che sia possibile avere nuove centrali atomiche nella Penisola prima del 2020-2025, "sempre che gli italiani lo vogliano veramente". In un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung, gabriel ha detto di non credere che questa sarà la soluzione: "In Italia comincerà un dibattito senza fine sulle nuove centrali nucleari. Questo non aiuterà a costruirle. Alla fine, se gli italiani lo vorranno veramente, le prime centrali non saranno in funzione prima del 2020-2025". "D’altro canto l’energia nucleare è troppo costosa. Il mercato sarà il nostri migliore alleato per uscire dall’opzione nucleare. La migliore soluzione - ha concluso il ministro tedesco - sarebbe investire sull’energia alternativa".