Nucleare, sotto la Lanterna è già nata la quarta generazione

«Con il piombo-bismuto pronti a costruire centrali fin da ora»

Centrali Nucleari di quarta generazione tra 10, 20 o 30 anni? Assolutamente no, si parte subito. È stato firmato in questi giorni un accordo tra la Russia e la Del Fungo Giera Energia per la realizzazione del primo prototipo di centrale di Quarta Generazione raffreddata al piombo-bismuto. In cambio del progetto scientifico (coperto già da alcuni mesi da molti brevetti, elaborato dalla staff di Luciano Cinotti, ingegnere genovese) i russi apriranno i loro archivi segreti sulla tecnologia legata ai sistemi raffreddati al piombo sviluppata per i sottomarini. «Ora resta solo un dettaglio da definire - ha rivelato Luciano Cinotti dal Canada, dove si trova in questi giorni per una missione scientifica - quale sarà la potenza di questo primo reattore prototipo. Ma io credo che sarà già una potenza considerevole, tanto che pare limitato definirlo un semplice prototipo». Pare che l'accordo tra la società per cui lavora Cinotti, la Del Fungo Giera Energia (nata da soli 3 anni) e la società russa Nikiet (colosso esperto in produzione di turbine) preveda la realizzazione di 20 nuove centrali «Generation IV» a sostituzione di vecchi impianti sovietici. Ma su questo Cinotti si tiene cauto: «Il progetto mi sento di dire che è senz'altro fattibile, ma su quale sarà la richiesta e soprattutto su chi ordinerà le nostre centrali ancora non si sa molto: siamo aperti a tutti quelli che saranno interessati. A me interessa solo che il progetto funzioni bene».
C'è da fare un po' di chiarezza circa la tempistica di realizzazione delle Centrali di IV Generazione, centrali che - ricordiamo - sono caratterizzate dall'utilizzare anche Uranio 238 anziché il solo 235 (ovvero, scorte pressoché illimitate di carburante), dall'avere un reattore «veloce» (non viene cioè messa né grafite ne acqua per rallentare i neutroni che danno luogo alla fissione, ciò porta ad una efficienza di produzione superiore) e dal poter bruciare le scorie che esse stesse producono. Il punto saliente sta nel fatto che esistono differenti filiere di Centrali Nucleari. A differenziare i vari progetti non è tanto il principio di funzionamento del reattore, quanto il sistema di raffreddamento. Le centrali tradizionali (di terza generazione) sono infatti raffreddate ad acqua, le nuove invece utilizzeranno impianti a gas (progetto portato avanti in particolare dalla Cina) oppure a metalli-liquidi (progetto portato avanti dall'Europa e dagli Stati Uniti). Tra i metalli liquidi si distinguono a loro volta altre due filiere: quella del sodio e quella del piombo-bismuto. Fino ad oggi le principali risorse in termini di ricerca e sviluppo (così si orienta ad esempio la scelta della genovese Ansaldo Nucleare) sono state investire nel Sodio. In pochi hanno creduto al Piombo. Ma tra questi c'è Luciano Cinotti. «Mentre chi lavora al Sodio parla di poter realizzare la prima centrale non prima del 2020, noi siamo in grado di partire già ora. Se un anno fa ero ancora incerto sulla effettiva potenzialità di questa filiera, oggi assicuro la sua fattibilità. Infatti abbiamo abbattuto anche i costi».
E su questo punto Cinotti spiega le ragioni del successo: «Anziché mantenere soluzioni classiche, ne ho cercate di nuove, che mi hanno permesso di ridurre le dimensioni dell'impianto e, dunque, i tempi di sviluppo e realizzazione e, in definitiva, i costi. Ma sia chiaro, non è una gara a chi progetta la centrale migliore: di fronte alla crisi energetica che incombe ogni filiera dovrà dare il suo contributo».