«Nuda nei boschi per bambi»

Chiedo di adottare una femmina che faccia compagnia all’esemplare che vive già nella mia tenuta

(...) dall'ex pornodiva e oggi ristoratrice Eva Orlowsky è quella di un'animalista di tutto rispetto. La sua fattoria verdeggia nei campi di Castelnuovo Bormida, cioè nel bel mezzo della zona tra Acqui Terme e Ovada in cui, fino al momento dell'intervento del ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che si è offerto personalmente di trovare una soluzione incruenta, era previsto per il prossimo 24 agosto l'abbattimento di 600 esemplari di capriolo in sovrannumero.
Automatica, in quei giorni, l'indignazione di colei che fu regina nel periodo d'oro dei film hard insieme a Cicciolina e Moana Pozzi, tanto più che una delle più tonanti voci di dissenso nei confronti dell'impopolare decisione della regione Piemonte è stata quella di Vittorio Sgarbi, amico di Eva fin dai tempi della bizzarra esperienza politica del Partito dell'Amore. «Vittorio però ha detto una mezza stupidaggine - sorride la Orlowsky - quando ha suggerito a tutti, indistintamente, di adottare un bambi. Ma ce lo vedete, tanto per dirne una, un milanese che si tiene il capriolo nel cortile del condominio? Anzi, non vorrei che anziché sotto casa qualcuno avesse intenzione di tenerlo in freezer…».
Eva Orlowsky è, per sua stessa ammissione, scettica di natura. Lo è anche adesso che il vento sembra tirare a favore dei caprioli e delle associazioni animaliste che si stanno battendo per la loro salvezza. Pecoraro Scanio ha dichiarato che si occuperà di trovare una sistemazione a tutti gli esemplari in sovrappiù: niente che eviti con certezza matematica la «strage», ma è già un segnale. Storce invece il naso Eva: «Innanzitutto si deve parlare di cinquecentonovantanove animali, perché io farò richiesta di adottare una femmina da affiancare al mio bambi. Sono contenta, comunque, dell'interessamento del ministro, ma perché è arrivato così tardi? Se devo applaudire qualcuno, applaudo tutta la gente che ha protestato di persona o con messaggi e telefonate, non il ministro che ha fatto semplicemente il proprio dovere».
Tante sono le incognite: «Chi garantisce, a me come a tutti gli altri che hanno a cuore gli animali, che effettivamente tutti i capi saranno risparmiati, che verranno trasportati in luoghi sicuri, in buone condizioni? So che cento bambi saranno trasferiti in Calabria: bene, mi prenoto già il posto. Voglio esserci anch'io ad accompagnarli, e farò buona guardia, ve l'assicuro».
L'ex stella dell'erotismo, in casi come questo, mette da parte provocazione e simpatia, le sue caratteristiche peculiari: troppo seria, per un'animalista doc come lei, la faccenda dei caprioli per scherzarci troppo su: «Mi piange il cuore di rabbia, credetemi, quando penso che ad uccidere gli animali, nella sciagurata ipotesi in cui si arrivi a questo, saranno i cacciatori, con loro gran divertimento. Dicono anche che dovranno ammazzare solo esemplari maschi adulti: lo faranno davvero? Distingueranno un maschio da una femmina?».
Insomma, l'eventualità che si arrivi comunque alla cosiddetta «mattanza dei caprioli» non è affatto da escludere, e gli animalisti non restano con le mani in mano. È risaputo che i militanti ecologisti sono disposti a sparpagliarsi nei boschi, il giorno dell'apertura della caccia straordinaria, per fare da scudi umani e impedire che le doppiette inizino a cantare. Ci sarà anche Eva, ma un po' più scoperta degli altri. «Diciamo pure nuda. Io ci vado nuda. Spero che non si debba arrivare a questi punti, ma in tal caso mi spoglierò e andrò nei boschi a distrarre i cacciatori».
Ecco che Eva ritrova la propria verve da provocatrice, che ha intenzione di sfoderare anche in manifestazioni di piazza in favore dei seicento caprioli più celebri - loro malgrado - d'Italia. C'è l'idea, confida, di organizzare una grande manifestazione ad Acqui Terme, con la partecipazione dei sindaci, compreso quello della città termale, che si sono opposti al cruento abbattimento. Nell'occasione, si sussurra, dovrebbe farsi vedere anche il primo alfiere della protesta, Vittorio Sgarbi. Sarà un'occasione per riabbracciarlo, «ma finché non lo vedo arrivare non ci credo. Non c'è mai certezza, con Vittorio». Chissà, magari Eva insegnerà al neo assessore alla Cultura del comune di Milano come si mantiene un capriolo: così Sgarbi potrà dare il buon esempio, e almeno un altro esemplare sarà salvo.