Il nudo su «Famiglia Cristiana» una prima volta con imbarazzo

Nino Materi

da Milano

Dall’ufficio stampa di Famiglia cristiana rispondono rassegnati: «Anche voi volete la foto dello “scandalo”?». «Scandalo» rigorosamente tra virgolette, visto che di scandaloso sul numero in edicola oggi c’è veramente poco. Anzi, nulla.
Di che si tratta, allora? A scatenare il vortice della polemica è stato una pubblicità della Vortice: ditta specializzata in condizionatori d’aria. Un mix decisamente riuscito tra immagine sexy e testo all’insegna del doppiosenso. Partiamo dalla foto: in primo piano campeggia, a tutto tondo, il fondoschiena di una bella figliola intenta a farsi una doccia all’interno però di un box le cui pareti di vetro risultano appannate dalla condensa. Insomma, una di quelle scene in cui erano specializzate Edvige Fenech e Nadia Cassini.
Ed è qui che subentra la didascalia galeotta: «Se vuoi vedere chiaro, chiama subito il tuo elettricista». E poi di seguito: «Un vetro appannato può anche essere romantico, ma quando l’umidità si ferma a lungo cominciano a formarsi delle muffe. Contro fumo, odori, umidità chiama il tuo elettricista e fatti installare l’aspiratore Vortice che fa per te».
C’è da chiedere perdono per una simile réclame? Probabilmente no, ma la «notizia» è curiosa. Tanto che le agenzie di stampa si affrettano a fornire i dettagli del caso. «Il tabù è infranto: il nudo approda anche su Famiglia cristiana». Quindi si spiega: «Il nudo appare in modo velato, anzi “appannato” visto che in realtà si tratta di una pubblicità, nella quale appare un sedere femminile sotto la doccia ma visto dietro il vetro sfocato dall'effetto condensa provocato dal vapore e dalle goccioline d'acqua. Più esplicito, semmai, è lo slogan pubblicitario adottato dalla ditta di aspiratori: “Se vuoi vedere chiaro, chiama il tuo elettricista”...».
Basta questo per rendere bollente il centralino del settimanale dei Paolini. Non si sa come i lettori prenderanno la cosa, visto il precedente del '96, quando ci fu una specie di ribellione tra i lettori per l’inserzione sulla rivista di una pubblicità di biancheria intima.
Ora il nuovo colpo di scena, che però agli occhi dei responsabili di Famiglia cristiana appare assolutamente normale: «Anche in questo caso la proposta della pubblicità è stata vagliata secondo i nostri criteri etici».
«Non bisogna vedere quello che non c'è - precisa all’Adnkronos il direttore di Famiglia cristiana, don Antonio Sciortino -. La pubblicazione non è frutto di una “svista” nel controllo delle immagini pubblicitarie, ma di una decisione consapevole. Noi a Famiglia cristiana continuiamo a rifiutare pubblicità che possano apparire distoniche rispetto alla nostra linea editoriale. Questa non è risultata tale». Per suor Paola - nota al grande pubblico televisivo per le sue «pie opere» calcistiche - la pagina pubblicitaria è «una cosa che va contro la tradizione di Famiglia cristiana, una rivista che non ha mai fatto cose del genere». «Una rivista come Famiglia cristiana - sottolinea la francescana tifosa della Lazio - si è sempre distinta per una certa moralità, ma se continua su questa strada diventa una rivista come tutte le altre, quelle che vediamo tutti i giorni, senza più attenzione ai valori».
Di fronte a queste reazioni il direttore di Famiglia cristiana don Antonio Sciortino puntualizza: «Mi sembra che si stia montando un caso su una cosa che non ha ragione di essere, su qualcosa che non merita tanta attenzione dai media che invece non si occupano di tanti temi molto più importanti di questo». «Famiglia cristiana - conclude il direttore - meriterebbe l'attenzione dei media per ben altri temi, vicende, iniziative, come per esempio la pubblicazione dei libri sulla storia del cristianesimo, una iniziativa coraggiosa quando si dibatte delle radici cristiane, ma questo agli altri media non interessa». A dimostrazione che la pubblicità - oltre ad essere l’anima del commercio - a volte può anche essere l’anima del giornalismo.