"Nugnes mi parlò di quei soldi. E altri possono confermarlo"

L'ex consigliere della Margherita Maurizio Scarpitti racconta la cena del 2006 in cui il suo amico morto
tragicamente disse che An non avrebbe più creato problemi per l’appalto
sulla manutenzione stradale

«Ricordo benissimo. L’assessore Nugnes parlò di un milione di euro a Fini per il tramite di Bocchino. Soldi che a suo dire arrivavano dal costruttore Romeo, per la nota vicenda del super appalto Global Service per la quale il povero Giorgio (Nugnes, ndr) ci ha rimesso la vita». Mauro Scarpitti, amico e collega di partito di Nugnes, potente consigliere comunale della Margherita in quel di Napoli (dal 2002 al 2006) al Giornale parla di ciò di cui ha intenzione di parlare quanto prima con i magistrati che dell’assessore suicida si occuparono fino al giorno del suo decesso, e anche dopo.
Signor Scarpitti, le sue accuse sono pesanti. Ha le prove di quel che dice?
«Quel che so, nei dettagli, lo riferirò ai magistrati. E comunque ci sono anche altri testimoni che sono pronti a confermare ai procuratori quanto il capogruppo della Margherita, Nugnes, raccontò una sera a cena...».
Andiamo con calma. Si è mosso formalmente con la procura di Napoli?
«Certo. Ho presentato una nota in cui racconto sommariamente i fatti per i quali chiedo di essere ascoltato. È ora che su Giorgio (Nugnes, ndr) venga scritta la verità. Troppe infamie su di lui».
Nel limite del possibile può dire di cosa parlerà?
«Di un incontro voluto dal mio amico Nugnes all’Hotel Vesuvio sul finire del marzo 2005 con l’imprenditore Vincenzo Cotugno e altri consiglieri della Margherita perché all’epoca vi era molta fibrillazione all’interno del gruppo che era spaccato fra demitiani e antidemitiani. Già al Vesuvio si parlò di Romeo perché Cotugno era molto interessato a certi rapporti, specie per la gestione di un servizio di gestione informatica al Comune di Napoli. E soprattutto ai magistrati parlerò di una cena che seguì a quell’incontro, se non erro siamo già nel giugno 2006, dove Giorgio (Nugnes, ndr), che era molto amico di Romeo, con noi si dilungò riservatamente sui retroscena dell’appalto Global Service».
E che cosa vi disse?
«Parlando del più e del meno di questo appalto illustrò qual era l’intendimento del Comune rispetto al Global Service. A mia precisa su quali erano gli “equilibri” (politici, ndr) visto che Romeo cercava equilibri all’interno del consiglio comunale poiché vi erano fibrillazioni rispetto a questa famosa delibera, Giorgio rispose dicendo “guarda, non credo ci saranno più problemi in quanto è stato fatto un incontro, questi giorni, tra Romeo e Italo Bocchino”. A quel punto, incuriosito, chiesi a Giorgio di essere più preciso. Affermò che l’incontro si era svolto su una barca, non sapeva se di Romeo o di qualcun altro, e che vi erano state rassicurazioni sul comportamento di An. Non contento lo invitai ad essere più chiaro ancora su queste “rassicurazioni”...»
E Nugnes?
«Accennò al fatto che Romeo aveva dato un contributo che definì “cospicuo” a Bocchino e che dopo questa cosa vi fu un riavvicinamento fra Bocchino a Fini, posto che all’epoca i rapporti non erano assolutamente idilliaci. Si parlò, perché Nugnes ne parlò, di un milione di euro che Romeo aveva consegnato a Bocchino per far sì che, praticamente, An non creasse ulteriori problemi ai tanti che aveva già sollevato rispetto al percorso del Global Service. Queste furono le parole testuali del povero Giorgio».
Che, però, non può confermare né smentire...
«Quella sera c’erano altre persone che possono testimoniare quanto vi sto dicendo e quanto intendo approfondire con i magistrati. A me di Fini e di Bocchino non frega niente, mi preme solo fare un primo passo verso la riabilitazione di un uomo per bene, Giorgio Nugnes, trattato come un cane rognoso, delegittimato, scaricato da tutti, a cominciare da chi fino al giorno prima ci andava a braccetto e adesso se la cava con una targa alla memoria. Troppo facile rimediare oggi dopo aver preso le distanze da lui al solo sentore di uno tsunami giudiziario in arrivo».
Lei si rende conto che queste accuse, tutte da dimostrare, sono oggettivamente gravi perché coinvolgono, seppur indirettamente, il presidente della Camera?
«So a cosa posso andare incontro ed è per questo che chiedo alla procura di ascoltarmi al più presto. La verità può far paura ad altri, non certo a me. Io non faccio altro che riportare quello che so, e che, insisto, non solo le mie orecchie hanno ascoltato dalla viva voce di Giorgio sulla cui fine nutro sinceramente dei dubbi. Ma questa è un’altra storia. Come una storia tutta da riscrivere è l’accanimento giudiziario verso una sola componente di centrosinistra, quella dei Riformisti Coraggiosi di cui Nugnes era il rappresentante di punta. Hanno fatto fuori tutti, metaforicamente e non».
GMC-MMO