"Nugnes sapeva della seconda indagine"

L'avvocato Palumbo: <a href="/a.pic1?ID=310089" target="_blank"><strong>l'ex assessore suicida</strong></a> era a conoscenza da un mese e mezzo di essere oggetto di accertamenti da parte della
procura di Napoli anche per un indagine legata agli appalti del Comune
precisando chenon aveva ricevuto alcun
avviso di garanzia né era stato ascoltato dai magistrati

Napoli - Giorgio Nugnes sapeva da un mese e mezzo di essere oggetto di accertamenti da parte della procura di Napoli anche per un altro filone di indagine, oltre quello dei disordini di Pianura: lo conferma il suo avvocato, Nello Palumbo, precisando che al riguardo l'ex assessore non aveva ricevuto alcun avviso di garanzia né era stato ascoltato dai magistrati. Secondo Palumbo si trattava di una indagine legata a verifiche su appalti del Comune di Napoli, che però non aveva prodotto fino a questo momento alcun atto preciso nei confronti del suo assistito.

"Le telefonate di Giorgio intercettate sui disordini di Pianura - spiega Palumbo - provenivano da un procedimento preesistente": insomma, l'utenza telefonica di Nugnes era già sotto controllo per altre ragioni, prima della guerriglia contro la discarica. Da questo fronte, però, "non era venuta alcuna contestazione di fatti specifici". Per questo motivo lo stesso difensore non aveva ancora compiuto approfondimenti: "Nei nostri colloqui, l'ultimo dei quali solo giovedì scorso, la questione Pianura era quella centrale. Nugnes era avvilito anche dal divieto di dimora nella sua abitazione di Pianura, non ne capiva la ragione e lo faceva soffrire per la lontananza da moglie e figli. Nemmeno l'attenuazione del divieto, con la possibilità di stare a casa tre notti la settimana, era servita a rincuorarlo".