Nulla sfugge a José

Madrid Non è ancora riuscito a impossessarsi della simpatia dei tifosi merengue, ma tutto il resto è già sotto il suo controllo. Nel nuovo Real Madrid di José Mourinho niente sfugge infatti all’attento sguardo del tecnico portoghese arrivato appena qualche mese fa a Madrid. E c’è già chi parla di (felice) «Mounarchia».
Da come si cura l’erba del Santiago Bernabeu a quanti incontri con la stampa devono fare i giocatori, da come si cucina per la squadra a che hotel sono migliori per i ritiri: tutto passa già per l'attento setaccio di re Mou. «È esattamente quello che il Real cercava quando ha deciso di assumerlo», scrive Marca, che racconta di un Florentino Pérez in brodo di giuggiole per la fermezza di Mou. Dopo averlo cercato, rincorso e poi portato al Bernabeu, il presidente si ritrova finalmente in panchina «un tipo duro, intelligente e con voglia di comandare». Qualcuno capace di interrompere la serie di addii fulminanti dalla panchina del Real? Questo si vedrà, ma intanto José si è già fatto una reputazione da duro, e governa con poteri «plenipotenziari» sulla squadra.
Dopo aver analizzato bene come funziona il Real, Mou ha chiesto una riunione con tutti i dirigenti, Pérez incluso, è ha ottenuto che tutte le informazioni legate alla squadra passino per le sue mani. Adesso Mou sa che dispositivi di sicurezza sono previsti per le trasferte e i ritiri ed ha già chiarito che prima vengono i giocatori, poi dirigenti e accompagnatori, infine il resto del mondo. Che avesse le idee chiare si era intuito: non appena atterrato a Madrid Mou ha fatto rimodellare il campo d'allenamento di Valdebebas (dando la zona Vip ai giocatori) ed ha annullato il ritiro estivo a Dublino, che è costato 400mila euro di penale oltre alle spese per portare la squadra a Los Angeles, dove era già stato con Inter e Chelsea.
Nella nuova «Mounarchia» (illuminata?) non si lascia niente al caso. Il cuoco è sotto controllo e ha ricevuto ordine di verificare la qualità di tutto quanto finisce in bocca ai giocatori durante le trasferte. E che dire del giardiniere inglese? Beh, il monarca lusitano sembra apprezzarlo, anche se ha voluto sapere direttamente da lui che soluzioni sta usando per l’erba del Bernabeu. Non si sa mai...
Con la stampa poi non si scherza. Lo sanno i giornalisti di Madrid, rimasti attoniti quando Mou ha abbandonato una conferenza stampa perché per tre volte gli avevano chiesto dell'esclusione di Pedro Leon. Oltre alle sue apparizioni, José conosce ora tutte le richieste di interviste con i giocatori che arrivano al club e ha spiegato all'ufficio stampa qual’è la linea da seguire: bisogna infatti schivare le interviste con i calciatori che giocano meno, per evitare che la rabbia per essere rimasti in panchina li trasformi in carne da cannone per i giornalisti. Ma non possono comparire troppo neanche i giocatori che attraversano momenti positivi, per evitare di suscitare invidie negli spogliatoi. In ogni caso il re Mou ha chiesto anche il calendari con gli atti pubblici di tutti giocatori, ed è il primo a leggere le cartelle mediche della squadra.
Insomma re Mou sembra già aver preso il controllo degli ingranaggi interni del club per instaurare il suo regno. Adesso manca solo la cosa più difficile, vincere uno, due o tre di quei titoli che il Madrid desidera da tempo. E convincere il duro pubblico del Bernabeu, che non risparmia certo fischi. L'ultima goleada che ha lasciato steso il Deportivo per 6-1 a Madrid sembra aver placato per ora le critiche della stampa e degli aficionados. Al ritorno dalla pausa per gli Europei si vedrà se nel Regno di Spagna anche la «Mounarchia» di José si consoliderà.