Via Nullo teme le case nel convento

Semaforo verde dalla commissione edilizia di Tursi al nuovo complesso residenziale che dovrebbe sorgere nell'ex Cenacolo di via Nullo a Quarto. Dopo che la giunta la settimana scorsa aveva approvato la variante al Puc, cambiando la destinazione d'uso del convento da servizi a residenze, anche la commissione edilizia ha dato il via libera alla pratica (favorevoli Ds, Margherita, Udc e Forza Italia tranne il consigliere azzurro Guido Grillo), che martedì prossimo verrà discussa in consiglio comunale.
Sul piede di guerra gli abitanti di via Acerbi e via Nullo, ai quali la scelta di costruire una ventina di appartamenti lussuosi (si parla di un milione di euro ciascuno) e un centinaio di box nell'ex convento delle suore non piace proprio. Perché la viabilità in queste strade è già complicata adesso e «altre 140-150 auto in spazi così angusti non farebbero che peggiorare la situazione». Per non parlare dell'impatto urbanistico provocato dai nuovi edifici. Ma non basta. Da più parti si sottolinea come l'antico Cenacolo delle suore di Nostra Signora del Ritiro sia l'unica struttura ancora esistente, da Nervi a Sturla, vincolata a servizi sociali. Dove «semmai si potrebbero ricavare delle residenze per anziani o per studenti universitari, magari stranieri». Perplessità ben note al parlamentino del Levante e al suo presidente Giovanni Calisi che il 21 febbraio scorso ha scritto una lettera all'assessore all'Urbanistica Bruno Gabrielli esprimendo parere favorevale alla variante, ma a una serie di condizioni. In sintesi: l'allargamento di via Nullo mediante una struttura a sbalzo, per agevolare il transito delle auto; la trasformazione in carrabile del ponte sopra la ferrovia che collega piazzale Sivelli a via Acerbi e via Nullo; nuovi posteggi pubblici nell'area a sud dell'edificio.
Il punto dolente però è un altro, par di capire: «La proprietà non ci ha ancora presentato il progetto definitivo - scandisce il presidente della circoscrizione Levante - ma solo la richiesta di cambiare la destinazione d'uso». E qualcuno tra i residenti teme l'aggiunta di altre volumetrie a quelle ipotizzate in un primo momento dalla ditta costruttrice di Mondovì. Calisi prova a gettare acqua sul fuoco delle preoccupazioni: «Ho chiesto e ottenuto dall'assessore Gabrielli la garanzia che non vi saranno ulteriori edificazioni in questa zona». Alberto Paganini, consigliere di Alleanza nazionale nel parlamentino, sottolinea: «Tutte le modifiche alla viabilità, dall'allargamento di via Nullo alla carrabilità del ponte sopra la ferrovia dovevano essere sottoposte alle valutazioni dei cittadini ma ciò non è stato fatto», mentre Bernabò Brea capogruppo di An in Comune chiede di verificare se esiste l'assenso delle ferrovie su questi due punti. Alcuni residenti si domandano polemicamente da dove nasca «tutta questa urgenza di approvare un progetto che nessuno dei consiglieri comunali ha visto, neppure con un sopralluogo». Ce n'è anche per il presidente di circoscrizione Calisi «che aveva promesso di affrontare la questione nel corso di un'assemblea pubblica. La stiamo ancora aspettando».