Numero dedicato ai principi del Foro

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul Lavoro. Un universo i cui protagonisti - i lavoratori e le imprese - chiedono a voce alta una riaffermazione dei principi di diritto e di legalità. «Un Paese che voglia dirsi giusto non può fare a meno di regole certe, entro le quali promuovere il proprio sviluppo economico - spiega Maria Elena Golfarelli, editrice del nuovo numero di Giustizia, il periodico dell’élite del Diritto, prossimamente in edicola con il Giornale, e anche presente al XXX° Congresso Nazionale Forense che si terrà a Genova dal 25 al 27 novembre prossimi -. Un’edizione che vede in primo piano i più grandi nomi del giuslavorismo italiano. Sulle pagine del periodico, i migliori professionisti del diritto fanno proposte concrete, suggerendo soluzioni affinché il nuovo possa avanzare. In questo momento, di bilanci e profonde ristrutturazioni, le aziende hanno bisogno di consulenti all’altezza del compito che sono chiamati a svolgere. I giuslavoristi devono salvaguardare gli assetti delle nostre aziende, proteggendo il loro indotto occupazionale e valorizzando al massimo il capitale umano in essere alle imprese».
La copertina è dedicata a Luca Failla, Francesco Rotondi e Nicola Petracca, avvocati di LabLaw. Questi ultimi, partendo dal caso Fiat a Pomigliano d’Arco - definito nell’articolo «Un importante precedente per le imprese italiane e per l’intero sistema delle relazioni industriali» - si addentrano nel conflitto sindacale in atto nel nostro Paese, fenomeno che «accompagna da sempre - secondo Francesco Rotondi - i periodi di passaggio come quello che stiamo vivendo». Luca Failla, poi, sottolinea come «non si possa che apprezzare il tentativo di prospettare un diverso modello di relazioni industriali indirizzato - si spera - verso la ripresa dell’economia».
Gabriele Fava, docente di diritto del lavoro, oltre che autore e relatore, si sofferma sui grandi cambiamenti che coinvolgono la contrattualizzazione del lavoro collettivo e aziendale. «Al fine di recuperare competitività a livello internazionale, in Italia, bisogna trovare un compromesso, tra le ragioni del mercato, la condizione dei lavoratori e i loro diritti - scrive Fava, autore di “Licenziamenti individuali” e “Poteri disciplinari”, oltre che membro del coordinamento giuridico di Confindustria Bergamo -; il problema della pace sindacale è il vero punto dolente per gli imprenditori».
Salvatore Trifirò parla della necessità di garantire al sistema italiano flessibilità e garanzie occupazionali. Mentre il professor Pietro Ichino fa emergere il bisogno di ristabilire un nuovo patto tra imprenditori e mondo del lavoro. Sul tema della responsabilità d’impresa, invece, interviene Raffaele Guariniello, prendendo spunto dalla ferita, ancora aperta, del caso Thyssenkrupp. Non mancano alcuni dei personaggi di riferimento dell'attuale quadro economico e politico italiano. Si parte con un ritratto di Sergio Marchionne e della politica industriale della Fiat per, poi, passare a un’intervista a Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali che fa luce sul nuovo piano triennale per il lavoro promosso dal consiglio dei ministri.
Oggi diventa sempre più strategico che gli avvocati di fiducia entrino a far parte delle dinamiche gestionali delle imprese. «Nessuna azienda può crescere e tutelarsi senza il prezioso supporto di avvocati e advisor - spiega la Golfarelli -; il periodico è la voce di chi, oggi, vuole riformare le deviazioni del sistema giudiziario per ridare dignità alla parola giustizia e di chi persegue la strada di un profondo e unitario rinnovamento».