Il numero due di Obama vuole Chicago

L’ex capo dello staff della Casa Bianca, Rahm Emanuel, ha annunciato ufficialmente che si candiderà a sindaco di Chicago, nelle elezioni in programma il prossimo 22 febbraio. Non si tratta di un annuncio a sorpresa, dal momento che Emanuel lasciando la Casa Bianca non aveva nascosto il suo desiderio di tornare a Chicago per tentare di succedere al sindaco uscente Richard Daley.
Era dalla metà di settembre che si parlava di un suo potenziale futuro da candidato alla poltrona di sindaco della sua città. L’annuncio delle sue dimissioni, arrivato il 2 ottobre, fu accompagnato dalla notizia del suo sostituto a capo di Gabinetto di Obama: Pete Rouse, uno dei consiglieri di alto livello dello stesso Obama.
Emanuel è stato considerato uno degli artefici dell'elezione di Obama, ma anche del successo democratico alle elezioni di midterm del 2006, che poi hanno spianato la strada al successo del partito dell’Asinello nelle presidenziali del 2008.
Figlio di un pediatra nato a Gerusalemme, studi da ballerino, un fratello molto potente ad Hollywood, Emanuel è uno dei personaggi politici americani più competenti. Deputato alla Camera per il North Side di Chicago, ha un carattere forte ed è molto abile nella raccolta di fondi. A lui è ispirato uno dei personaggi chiave della celebre serie tv West Wing (quello di Josh Lyman). Suo fratello Ari ha creato una delle piu' potenti agenzie di talenti di Hollywood. Un altro fratello, è un famoso oncologo.
Emanuel conosce perfettamente la politica di Chicago e non solo perché è la sua città: in passato pè stato consigliere del senatore democratico Paul Simon e soprattutto del sindaco di Chicago Richard M. Daley. Nel 1991, durante la prima Guerra del Golfo, è accorso in Israele come volontario civile. Nel 1991 Bill Clinton lo ha nominato Direttore delle Finanze della sua campagna elettorale. Conquistata la Casa Bianca era diventato consigliere di Clinton. Era stato lui il coreografo della firma nel 1993 nel giardino della Casa Bianca dell'accordo di Oslo tra israeliani e palestinesi. Ora per la prima volta corre per un posto tutto suo. Da numero uno.