Il numero unico di prenotazione taxi? Costa il doppio

Antonella Aldrighetti

Basta munirsi di un apparecchio telefonico per verificare che usufruire del numero unico di prenotazione taxi (199.106.601), propagandato dal Campidoglio qualche giorno fa, costa al minuto almeno il doppio rispetto alla telefonata consueta che ogni cittadino può fare al parcheggio sotto casa per riservarsi una corsa.
Siamo, insomma, di fronte all’ennesimo bluff della giunta Veltroni in campagna elettorale. Nella conferenza stampa organizzata per presentare il nuovo servizio, alla quale hanno partecipato il sindaco Walter Veltroni e l’assessore alle Politiche della mobilità Mauro Calamante, sono state fornite cifre approssimative. Anzi, inesatte. Il costo della telefonata, secondo i vertici capitolini, dovrebbe essere minore rispetto alla situazione precedente, ma non è affatto così. Non serve una calcolatrice per dimostrarlo, basta un pallottoliere. Già perché quello che potrebbe essere definito come un curioso equivoco è stato sollevato dal vicepresidente del consiglio regionale e neosenatore di An, Andrea Augello che ha voluto sperimentare la novità. Nel farlo, però, si è subito accorto che «chiamare il numero urbano del parcheggio vicino casa, costa molto meno che utilizzare il nuovo servizio di prenotazione e - ha precisato - ci si impiega pure meno tempo».
Ecco i due passaggi che permettono di dimostrare quanto accennato. Una telefonata al parcheggio sotto casa per prenotare un taxi tramite la chiamata diretta alla colonnina costa 7,19 centesimi al minuto (tariffa ordinaria Telecom Italia) con 1,9 centesimi di scatto alla risposta. Naturalmente si paga se - e solo se - un tassista dall’altro capo del filo risponde. Altrimenti si prova con un altro numero finché non si trova la vettura libera.
Al contrario, e a parità di fascia oraria, una telefonata all’199.106.601, si paga intanto 14,25 centesimi di euro al minuto. E questa tariffa scatta anche quando si raggiunge una colonnina dove nessun tassista è posteggiato e pronto alla ricezione della chiamata. Perché mai, stando così le cose, il primo cittadino della capitale avrebbe puntato l’«operazione numero unico taxi» sul risparmio che il servizio dovrebbe garantire ai romani anziché solo sul servizio aggiuntivo offerto?
«Lo vorremmo capire anche noi e nel dettaglio visto che l’informazione ai consumatori è stata data platealmente errata. Si tratta di un’operazione - rincara la dose Augello - di cui non sono certi i benefici ma sono certe le spese. Già perché non si sa ancora cosa cambierà per i cittadini che saranno tentati di adoperare il servizio né per il comune di Roma».
Ma gli interrogativi sulla vicenda non sono finiti. «Non è chiaro perché il numero in questione non risulti intestato a Telecom Italia, società che si è aggiudicata la vittoria del bando di gara - si chiede sarcasticamente il senatore -. Chissà se potremmo essere dinanzi a un caso di sub-fornitura che ha fatto lievitare i costi: ciò che è certo riguarda il fatto che i cittadini hanno il diritto di ricevere una corretta informazione». Proseguendo nella ricerca delle informazioni, viene fuori la completa inconsapevolezza da parte degli operatori dello 06.06.06 (il numero di «Roma-Informa») sull’esistenza di quell’«199» specifico per la prenotazione del taxi: vale a dire che a loro risultano al terminale solo i numeri dei radiotaxi. Ma le curiosità non sono finite. Se si prova a prenotare un taxi direttamente - tralasciando di essere rimasti alla cornetta quasi 10 minuti complessivamente - può capitare di incappare in qualche stazione di parcheggio dove la colonnina telefonica non è stata ancora impiantata. Il risultato? Una voce registrata precisato che è stata raggiunta una numerazione non attiva e quindi qualche secondo più tardi, invece di consentire il ritorno al menù principale per ripetere la ricerca, cade semplicemente la linea. Meno male che «questo servizio nasce per migliorare la vita dei cittadini che hanno difficoltà a trovare un taxi»: parola di primo cittadino...