Un numero verde per i gay: polemica in linea

Un numero gratuito per tutta Italia che fornisce ascolto, sostegno e informazione, in forma riservata, a gay, lesbiche, transessuali e bisessuali. E questo l’obiettivo di Gay Help Line, il numero verde (800/713713) nato dalla collaborazione tra il Campidoglio e la Provincia con l’Arcigay e intitolato a Paolo Seganti, l’omosessuale ucciso a Roma nella notte tra l’11 e il 12 luglio scorso.
«Il Comune - ha spiegato l’assessore alle Pari opportunità Mariella Gramaglia - partecipa con un finanziamento all’Arcigay, per i primi sei mesi, di 30mila euro. Dopodiché si procederà ad una normale gara per la gestione del servizio». Grazie agli oltre 90 volontari dell’Arcigay che si alternano alle postazioni, telefonando al numero verde si potrà ottenere consulenza legale, psicologica, medica ma anche la possibilità di partecipare ad attività associative e culturali. «Con questa iniziativa - ha aggiunto la Gramaglia - vogliamo promuovere diritti di gay e lesbiche a Roma per rendere la città internamente più aperta e consentire a tutti i romani di vivere con pari dignità». La linea, operativa il lunedì ed il mercoledì dalle 17 alle 21 ed il sabato dalle 16 alle 20, è stata attivata in via sperimentale per una settimana registrando oltre mille contatti. «Il nostro unico obiettivo - ha detto il presidente Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo - è rendere più bella la vita delle persone, realizzare quel diritto alla felicità che ancora oggi viene negato ai gay, alle lesbiche e a molti altri. Per il futuro intendiamo estendere il servizio anche agli immigrati omosessuali, attraverso operatori multilingue, e rendere la linea operativa sette giorni su sette». Inevitabili le polemiche. «A parte che pare inverosimile che siano arrivate mille telefonate ad un numero non ancora pubblicizzato, resta il fatto che buttare 30mila euro per questo call center è insensato e discriminatorio», commenta Luca Malcotti, consigliere comunale di An, che vuole chiedere l’immediato ritiro dell’iniziativa. «Il Comune e la Provincia, finanziando la gay help line, hanno operato di fatto una vera e propria discriminazione, distinguendo tra le diverse sessualità», sostengono Sergio Marchi, capogruppo di An in Campidoglio, e Piergiorgio Benvenuti, capogruppo di An a Palazzo Valentini.