Nuoto: a Roma assegnati i mondiali 2009

Le gare si svolgeranno nella piscina del Foro Italico e nel bacino del nuovo porto di Ostia

Roma si tuffa nei mondiali di nuoto 2009 e lo fa con un’esplosione di gioia, che prende il posto di quelle facce scure, che non riuscivano a nascondere la paura-convinzione che Yokohama ce l’avesse fatta. Ma questa volta l’Italia è sul podio: Roma si aggiudica infatti l’organizzazione dei XIII mondiali delle discipline acquatiche del 2009 (18 luglio-2 agosto). Un rush finale che ha visto il comitato pro-Capitale spuntarla. È finita 11-9 contro i giapponesi, che non hanno nascosto la delusione per quello che alla vigilia davano come un risultato sicuro. Agli asiatici non è bastato puntare tutto su un progetto altamente tecnologico: la prima votazione del bureau della Fina aveva visto subito Roma in testa con 10 preferenze, contro le 8 di Yokohama e un voto rispettivamente per Mosca e Atene. In seconda battuta uno dei due colleghi europei ha convogliato il voto sulla città eterna. «The winner is Rome» ha detto il vecchio presidente algerino, Moustapha Larfaoui, come si fa per le grandi occasioni. Ed è stata subito festa nel folto gruppo volato da Roma per sostenere la candidatura: il sindaco Walter Veltroni, rappresentato dal suo delegato allo sport, Gianni Rivera, ha subito telefonato per festeggiare a distanza l’obiettivo centrato. Non trattiene l’entusiasmo nemmeno il presidente della Fin Paolo Barelli, l’unico dei quattro relatori a non chiamarsi Gianni (gli altri da Rivera a Malagò, all’ex campione della piscina Minervini avevano tutti il minimo comun denominatore) che riporta nella capitale i mondiali di nuoto dopo l’edizione del 1994. Comunque una volta che abbiamo individuato la forza del progetto da un punto di vista tecnico - sostiene Malagò, nuovo Mecenate dello sport capitolino - abbiamo puntato sull’aspetto umano e sentimentale. Roma è Roma e il valore aggiunto che può offrire non è mai paragonabile ad altre città». Il progetto è già ben saldamente in piedi: 45 i milioni di euro già in bilancio (l’80 per cento già garantito dalle istituzioni) per allestire l’evento che, almeno stando alla presentazione fatta ieri a Montreal, dovrebbe avere nel Parco del Foro Italico (completamente rinnovato con la piscina sotto al Centrale del tennis) il suo cuore nevralgico (le gare di fondo previste nel bacino del porto di Ostia). Ma Roma potrà anche giocarsi la carta del progetto in itinere: quello del parco acquatico nell’area di Tor Vergata. Ma è soprattutto la città, con la sua storia, a fare la differenza: intanto per la cerimonia inaugurale le idee sono già faraoniche. «Potremmo farla nell’area che va dal Colosseo al Circo Massimo» dice Malagò. E fioccano idee anche su altro, come il merchandising sull’inno o la mascotte, o i musei aperti a tutti gli accreditati alla manifestazione con il placet del primo cittadino. «Il progetto rientra in un quadro ancora più ampio - dice Barelli - creare un valore aggiunto per sviluppare le nostre discipline. Vogliamo anche gli europei di calcio, e ci sono prospettive per i mondiali di pallavolo».
Intanto Montreal sorride subito all’Italia: ieri le prime gare, ma sul podio noi, questa volta, ci siamo già.