Nuova accusa: diffamazione

Ancora guai, vecchi e nuovi, per Francesco Falchi. Guai giudiziari, che fuori dal campo di calcio gli hanno riservato già qualche autogol. E proprio tra poche settimane, il 4 aprile prossimo, il fantasista blucerchiato dovrà presentarsi davanti al giudice di pace perché accusato di diffamazione. Una storia nata, neppure a farlo apposta, in discoteca. Flachi, in compagnia di alcuni amici, avrebbe rivelato che un ex commerciante genovese, lo aveva ricattato, estorcendogli del denaro. «E con quei soldi si è comprato la Ferrari», avrebbe specificato il giocatore. Una frase accusatoria nei confronti di un suo vecchio conoscente che, per sua sfortuna, era anche conoscente di alcune persone sedute al tavolo vicino, che gli hanno subito riferito il contenuto della conversazione. Risultato: l’uomo accusato di essere un estorsore si è rivolto all’avvocato Giuseppe Maria Nadalini e ha querelato Flachi per diffamazione. Ora toccherà al giudice di pace decidere da che parte sta la ragione.
Davanti a un magistrato, il capitano della Samp ci era già finito qualche anno fa, nel marzo 1996, quando era stato indagato per detenzione ai fini di spaccio di cocaina. All'epoca fu difeso dall'avvocato Nino D'Avirro: «Fu messo in mezzo con delle intercettazioni - ricorda il legale che la scorsa estate difese l'Arezzo durante Moggiopoli -. Venne immediatamente sentito dal pm e chiarì tutto, tanto che la sua posizione venne immediatamente archiviata», ha spiegato l'avvocato. Oltre che con il pm che condusse quell’indagine, Flachi si presentò anche in questura e convinse i poliziotti della squadra mobile della sua estraneità al traffico di stupefacenti tra Colombia e Italia per il quale era stato indagato. E le accuse di traffico di droga erano state archiviate. Il coinvolgimento in questioni legate al mondo della cocaina avevano ormai però segnato il giocatore che ieri ha ricevuto la «mazzata» dalla commissione antidoping del Coni.