La nuova Borsa Milano-Londra funziona ma delude

da Londra

Fatturato in rialzo e titolo in calo nella «prima volta» della Borsa Italiana a Londra. «Una performance eccellente» ha detto ieri Massimo Capuano, amministratore delegato di Borsa Italiana e vice ceo di London Stock Exchange, riferendosi all'andamento del primo semestre dopo il matrimonio tra le due società-mercato di rilevanza internazionale.
I risultati dell'esercizio 2007-08 sono stati illustrati ieri a Londra con toni particolarmente ottimisti in una conferenza congiunta in cui erano presenti anche l'amministratore delegato della Lse Clara Furse e il presidente Chris Gibson-Smith. La fusione con Borsa Italiana, completata all'inizio di ottobre, ha subito fatto registrare ottimi risultati.
I ricavi per l'esercizio conclusosi a marzo hanno segnato un rialzo del 56% balzando dai 349,6 milioni del 2007 ai 546,4 milioni del 2008 con un utile operativo prima di voci straordinarie che sale a 289 milioni. Aumenta di un terzo anche il dividendo che si porta da 18 a 24 pence per azione. Un inizio definito incoraggiante e pieno di promesse che tuttavia non ha convinto gli analisti.
I titoli del London Stock Exchange Group ieri hanno chiuso in ribasso del 4,6% sulla piazza azionaria inglese. A determinare un simile risultato la troppa cautela nelle stime e una certa timidezza nell'indicare le future strategie. Per quanto riguarda le sinergie ad esempio, il mercato si augurava un rialzo dei target e non il semplice mantenimento di quelli annunciati lo scorso anno. I costi totali per raggiungerle non saranno più di 40 milioni.
Per quanto riguarda l'Italia Capuano ha annunciato il lancio dell'Aim (mercato dedicato alle piccole e medie imprese) entro la seconda metà del 2008, e del primo derivato sull’energia elettrica a settembre, confermando inoltre che il trading azionario in Italia sarà trasferito sulla piattaforma TradElect a fine settembre.
E promuove la propria gestione anche dalla stessa Clara Furse, pur ammettendo che il mercato attraversa «un periodo difficile: in generale noi abbiamo comunque reagito meglio degli altri - ha dichiarato la Furse - e siamo fiduciosi per il futuro. Il Credit crunch ha infatti fatto emergere uno spostamento del finanziamento del debito a quello da capitale e per noi questo non può che avere conseguenze positive.
Inoltre siamo estremamente concorrenziali e all'avanguardia nel settore del "posttrading" anche grazie alla fusione con la Borsa Italiana».