Una nuova casa per i delfini nell’Acquario che sale di grado

A compimento dei 15 anni una proposta di legge perché la struttura venga dichiarata «di interesse nazionale»

Ha appena festeggiato i suoi primi quindici anni, ma per scartare il regalo più bello dovrà attendere ancora qualche mese l'acquario di Genova. Giusto il tempo perché la proposta di legge firmata dall'onorevole Romolo Benvenuto e altri 40 deputati bi-partisan, attualmente in commissione Agricoltura, superi tutti i passaggi alla Camera e al Senato.
A quel punto la struttura costruita in occasione delle celebrazioni colombiane del '92 e meta ogni anno di un milione e 300 mila visitatori verrà dichiarata di interesse nazionale, assumendo la denominazione di «Acquario nazionale di Genova».
Riconoscimento non solo simbolico, conferito in passato ad alcune biblioteche nazionali come la centrale di Firenze, la Vittorio Emanuele III di Napoli, l'universitaria di Torino, la Braidense di Milano o il Museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci.
Per l'attività di conservazione della biodiversità, di educazione allo sviluppo sostenibile e di ricerca in campo naturalistico e scientifico, l'Acquario di Genova insieme alla fondazione Bioparco di Roma aggiungerebbe il suo nome agli illustri predecessori. La proposta di legge è stata presentata in Parlamento il 22 febbraio scorso. Tra le motivazioni elencate dai 41 firmatari (tra i quali tutti i parlamentari liguri) il fatto di svolgere attività di pubblica utilità, di costituire un rilevante supporto per le politiche settoriali dei ministeri competenti, di collaborare all'applicazione della convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna minacciate di estinzione. Oltra alla non trascurabile funzione economico - turistica (l'indotto dell'acquario "viaggia" sui 50 milioni di euro all'anno). Dalla data di apertura definitiva, il 15 ottobre 1993, l'acquario ha ospitato 17 milioni di visitatori, il 45 per cento dei quali provenienti dal Nord Ovest, solo 7 da Genova. Ce n'è abbastanza perché il primo firmatario della proposta di legge, Romolo Benvenuto, auspichi «un iter veloce considerando l'adesione di entrambi gli schieramenti all'iniziativa».
Beppe Costa, amninistratore delegato di Costa Edutainment spa, la società privata che gestisce l'acquario dalla fine del 1995 (e lo farà almeno fino al 2020) gongola: «Il valore simbolico di questo riconoscimento è enorme e rappresenta uno stimolo ulteriore per far crescere la nostra struttura». Il primo tassello del mosaico ha la forma di una nuova vasca-habitat per 13 delfini firmata Renzo Piano, da costruire entro il 2010 grazie ai fondi non utilizzati per le celebrazioni colombiane (9 milioni di euro circa), e altrettanti da Porto Antico e Costa Edutainment spa. La vasca sarà allestita tra l’Acquario e la Nave Italia e comporterà una rivoluzione urbana della zona, con spostamento della stessa Nave Italia e il conseguente prolungamento della via a mare.
Per il sindaco Giuseppe Pericu «la qualificazione di interesse nazionale testimonia la volontà dello Stato di tutelare e mantenere realtà come l'acquario di Genova impegnate nella ricerca scientifica e nell'educazione ambientale».