Nuova casa sui Navigli per il Sadler

I cuochi sono sempre gli stessi, impegnati in cucina sin dalle prime ore del pomeriggio per preparare le prelibatezze servite la sera. Anche il menù non è modificato: per lo più piatti di pesce - con una discreta offerta di carne - accompagnati da una scelta di 600 etichette, che rappresentano il meglio della produzione vinicola italiana e francese. Quello che è cambiato per il rinomato ristorante Sadler, luogo di culto per i palati più fini, è l’indirizzo, che si è spostato di qualche metro più avanti, restando in zona Navigli. Da settembre, la creazione di Claudio Sadler, lo chef che vanta un curriculum di 21 anni, tra fornelli e tavole imbandite in Italia e in Giappone, dove ha fondato un famoso locale, trasloca in via Ascanio Sforza, dalla poco distante via Troilo. Un cambio di sede avvenuto in sordina, senza troppa pubblicità, «per evitare un sovraffollamento durante i primi giorni» afferma il titolare. Timore pressoché infondato, visto che la nuova struttura è molto più grande della precedente e offre uno spazio interamente dedicato agli eventi, con 45 posti a sedere e la possibilità di allestire un buffet in piedi per un centinaio di persone.
Oltre al buon cibo, a fare da padrone di casa è lo stile architettonico, curato da Neri Seligardi, abbellito dalle esposizioni pittoriche, una per ogni sala, che variano ogni mese. Del resto, quella del rinnovamento e dello spostamento del ristorante è una politica che Claudio Sadler persegue da sempre, allo scadere di ogni decennio. «La cosa più difficile del mio mestiere - confessa - è che sono completamente solo, nonostante sia affiancato da un personale numeroso e valido. Scegliere tutto in autonomia è una grande responsabilità».