Nuova cura per l’osteoporosi

Gli italiani con ossa fragili sono 4,7 milioni. Con questa terapia le fratture potrebbero diminuire del 35 per cento

Una sola infusione all'anno, come una sorta di «vaccinazione», per proteggere le ossa. Stiamo parlando dell'ultima novità farmacologica messa a punto per combattere l'osteoporosi, la malattia che rende le ossa fragili fino a provocare fratture al femore, alla colonna vertebrale o al polso, in particolare nella popolazione femminile dopo i 70 anni. Il farmaco a base di acido zoledronico 5 milligrammi, viene somministrato in ospedale per via endovenosa in una unica dose annuale e secondo risultati di studi internazionali ridurrebbe l'incidenza di nuove fratture (35 per cento) e migliorerebbe la sopravvivenza dei pazienti (28 per cento). In Italia l'osteoporosi colpisce circa 4,7 milioni di persone, di cui oltre l'80 per cento donne con una prevalenza del 30 per cento nella fascia di età sopra i 50 anni. Le fratture al femore che si stimano in Italia ogni anno sono circa 80mila e si calcola che il 25 per cento dei paziente vada incontro ad una seconda frattura. «Il fenomeno delle rifratture è correlato al fatto che la maggior parte delle pazienti, dal 40 al 60 per cento, non si presenta nemmeno alla prima visita di controllo in ospedale, un mese dopo l'intervento al femore», precisa Umberto Tarantino, cattedra di malattie dell'apparato locomotore dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
«Va poi considerato che tra le pazienti che iniziano un trattamento terapeutico, registriamo un tasso di aderenza alla terapia inferiore al 50 per cento, meno di 6 mesi all'anno che, secondo evidenze cliniche, non genera alcuna protezione dalla rifrattura», aggiunge Tarantino. Il farmaco è indicato per le donne in post-menopausa ad aumentato rischio di fratture, è ospedaliero ed è rimborsabile dal Servizio sanitario (il costo del trattamento annuale è di 280 euro). Fratture e rifratture si stima possano pesare, nel 2009, sul servizio sanitario nazionale per circa 1.211 milioni di euro. L'impiego dell'acido zoledronico 5 milligrammi in monosomministrazione, favorendo l'aderenza alla terapia del 100 per cento, elemento imprescindibile per la riduzione delle fratture, potrebbe generare un risparmio di 63,5 milioni di euro. Per Silvano Adami, professore di reumatologia all'università di Verona se si dovessero trattare tutti i pazienti che subiscono una frattura di femore con acido zoledronico 5 milligrammi si ridurrebbero le ri-fratture del 30 per cento, diminuendo anche i decessi.