La nuova donna fra sentimenti e potere

Per Emporio Armani abiti femminili e ricercati e le canzoni della Pausini

Paola Bulbarelli

Cantavano tutti alla sfilata Emporio di Giorgio Armani. Cantavano i motivi più noti di Laura Pausini, di Loredana Bertè, di Tina Turner e che accompagnavano i passi delle indossatrici anche loro inebriate e sorridenti. Chissà se scegliendo Non sono una signora, Armani ci voleva dire la stessa cosa sulle sue donne vestite di taffettà e di chiffon, di velluti e di nastri. «Intensità dei sentimenti», dice lo stilista. Anche quando la Pausini attacca «tu che sei diverso», indubbiamente declinato al femminile.
Senz’altro questa giovane che veste Emporio si distingue. Per ricercatezza, per l?esasperazione del dettaglio, per i tessuti inusuali, per gli accostamenti arditi. Le gonne sono quasi sempre sopra il ginocchio anche quando il tessuto croccante schizza via (per una questione di volumi) dalla forma tradizionale della giacca, con spalle dritte e insellate. E la giacca, accostata quasi sempre al corpo, si appoggia con leggerezza sui fianchi. Pochi i pantaloni. A confermare che il prossimo inverno sarà la stagione delle sottane. A tubino o larghe e vaporose ma sempre sottane. La sera si illumina di abiti leggeri spolverati da cristalli tagliati a stella con scollature ferme e ben disegnate.
È sicura di sé questa giovane donna che incede sulla passerella. Persino quando osa una pelliccia di marabu viola o verde. Ed è addirittura una donna di potere quella di Etro. Un fascinoso potere romantico che spazia dalla regina Elisabetta I a Angela Merkel. Bella la collezione che si ispira agli abiti di corte del Cinquecento con tessuti elaborati, devorati e laminati. Le contaminazioni arrivano fino alle martingale dei cappotti, alle spalline degli abiti più chic, alle borchie dei top e alle boules dei blazer, tutte in bronzo e ottone. Nobili le fibbie araldiche delle borse, le tiare-cerchietto, gli anelli a sigillo paisley, i gioielli da regina, ma ricoperti di velluto.
Anche Just Cavalli, firmata da Roberto Cavalli, butta un occhio all’epoca elisabettiana guardando con riguardo pure il Giappone e il pop-rock (nel parterre c’era Anastacia). Bluse-kimono, obi, jabot e gorgiere si mischiano nel guardaroba della ragazza che veste Just Cavalli. Lo stilista ha mandato in passerella una collezione fatta di maniche svolazzanti, di stampe a motivi giapponesi, di ricami dorati nei pantaloni, di miniabiti tutti balze e ruches, marsine luccicanti, giacchini con grandi fiocchi e cappe di pelliccia coloratissim da vere dive.
«Non aspiro a vestire le star, ma le donne vere», dice invece la stilista Mariella Burani. E mostra comodi pantaloni con la coulisse nascosta, le zeppe confortevoli e l'abito da sposa ultrapratico che, dopo l'uso canonico, si può tingere buttandolo in lavatrice con un apposito prodotto. In passerella, meno gonne gipsy del consueto, ma tante camicie con jabot e ruches, portate con lo smoking nero, abiti di tweed con gorgiera.
Anche dai marchi Hogan e Fay (gruppo Tod’s) sono uscite proposte inconfondibili. Protagonista di Hogan è la Guitar Bag, una sacca ispirata alla cassa armonica di una chitarra elettrica che, nella forma, rivela anche una H logo. Invece Fay rivisita la classica giacca da caccia. La propone in canvas gommato e in raso di nylon extralucido. La tipica costruzione multitasca si orna di bottoni e zip color oro chiaro dal sapore rétro, nonché di profili in volpe naturale, mentre la coulisse stringivita evidenzia la silhouette.