Nuova emergenza clandestini L’Italia ammonisce il Marocco

Il ministro degli Esteri Fini convoca l’ambasciatore di Rabat. Grande preoccupazione: gli arrivi dal Paese maghrebino passati dal 2,4 al 32,4%

Emanuela Fontana

da Roma

L’impennata degli arrivi clandestini dal Marocco è un’emergenza. Il flusso verso la Spagna si sta riversando in maniera preoccupante sull’Italia. L’allarme l’aveva lanciato il ministro Beppe Pisanu in Consiglio dei ministri, giovedì. E ieri Gianfranco Fini ha convocato con urgenza alla Farnesina l’ambasciatore di Rabat, Tajeddine Baddou. Il vicepremier ha espresso al rappresentante del governo marocchino in Italia «la più viva preoccupazione del governo italiano per il forte aumento, registrato negli ultimi due mesi, dell’immigrazione clandestina dal Marocco verso l’Italia», un flusso passato nel giro di poche settimane dal 2,4% al 32,4% degli arrivi totali dei clandestini nel nostro Paese. E ha chiesto la «massima collaborazione» delle autorità del Paese nordafricano per intervenire sul fenomeno appena esploso. Fini ha anche chiarito a Baddou che l’Italia si appellerà all’Unione Europea, e in particolare a quanto definito dal Consiglio europeo del 15 e 16 dicembre sull’immigrazione, per ottenere «attraverso questo ulteriore canale una cooperazione piena ed efficace del Marocco, come degli altri Paesi interessati».
La situazione dei flussi «desta ancor maggior preoccupazione – si legge nella nota del ministero degli Esteri - se si considera che le condizioni meteorologiche più favorevoli dei prossimi mesi potrebbero trasformare il fenomeno in vera e propria emergenza».
«Non è accettabile», aveva detto giovedì in Consiglio dei ministri Pisanu, che questa emergenza si scarichi soltanto sull’Italia o sulla Libia. La ragione dell’inversione dei flussi, secondo il titolare dell’Interno, è dovuta a quanto avvenuto al confine tra Spagna e Marocco, dove il governo spagnolo ha elevato la recinzione e reso quasi impossibile il passaggio: «Dopo i sanguinosi episodi di Ceuta e Melilla e il rafforzamento della doppia barriera di filo spinato posta a difesa delle due città, buona parte dei tradizionali flussi migratori clandestini del Marocco e della Spagna si è riversata sull’Italia attraverso l’Algeria e la Libia». Tra novembre e dicembre il flusso «è raddoppiato rispetto all’anno scorso, nonostante il cattivo tempo e il forte contrasto operato dalla Libia». Pisanu ha quindi già chiesto una cooperazione internazionale su larga scala: «Per fronteggiarla dovranno attivamente impegnarsi anche gli altri Paesi del Maghreb, primo fra tutti il Marocco, e la Spagna. Ma, soprattutto, occorre che si impegni concretamente l’Unione Europea, tenuto conto che per molti migranti l’Italia è solo un Paese di transito verso il resto d’Europa». In primavera ci si potrebbe trovare di fronte «a una vera e propria emergenza». E per quel periodo sarà «indispensabile poter contare sulla piena collaborazione del Marocco che, peraltro, beneficia di aiuti europei».
La collaborazione a livello di Ue è in questo momento importantissima, ha sottolineato il commissario Franco Frattini in un’intervista di ieri al quotidiano Berliner Zeitung: «Senza un impegno comune europeo non si può risolvere il problema - ha ribadito Frattini -. Se i Paesi membri dell’Unione dovessero rifiutare la collaborazione noi saremmo inondati da un flusso enorme». L’obbiettivo «naturale» per chi abita nei Paesi poveri del Nordafrica, ha chiarito l’ex ministro degli Esteri, «è l’Unione Europea». Sulla sponda meridionale del Mediterraneo «vivono oltre un miliardo di africani, molto poveri e disperati, pronti a trasferirsi a nord e a rischiare per questo la loro vita».
Il governo marocchino ha recentemente dichiarato di aver intercettato durante il 2004 oltre 26mila tentativi di immigrazione e che lo scorso anno le autorità hanno smantellato 423 organizzazioni dedite al traffico di esseri umani. In appena sei giorni, dall’8 al 14 dicembre di quest’anno, 211 marocchini sono invece stati fermati dalle forze dell’ordine mentre tentavano di imbarcarsi clandestinamente. Nel 2005 oltre 380 organizzazioni criminali leader nel traffico di uomini e donne verso la Ue sono state debellate dal governo, ha chiarito all’inizio del mese il ministro degli Interni del Paese maghrebino, Al Mustapha Sahel.
Ma chi non riesce a passare sotto il filo spinato di Melilla, come hanno fatto giovedì sette immigrati sfuggiti ai controlli, a quanto pare si sta orientando verso le coste italiane. I dati del Viminale parlano chiaro. La barriera è stata alzata in alcuni punti di sei metri dopo gli assalti disperati dello scorso ottobre.