La nuova fiction punta al Nord con sbirri, casalinghe e risate

I serial alla conquista della pianura Padana con Coliandro, la Montessori e «Amiche mie»

Paola Manciagli

da Milano

La fiction punta al nord. Dopo avere conquistato il pubblico del centro-sud ha deciso di guadagnare nuovi telespettatori in pianura Padana e poi su fino ai piedi delle Alpi. Rai e Mediaset stanno rafforzando l’offerta di serie ambientate nel settentrione, e che finora sono state quasi sempre in costume, come Le cinque giornate, I colori della gioventù o Elisa di Rivombrosa. «In Friuli, Veneto e Trentino, sono stufi di fiction parlate in romanesco», spiega il produttore Pietro Valsecchi, manager della Taodue che produce i Ris-Delitti imperfetti. Così i camion con le macchine da presa sono partiti per il nord e la carrellata di titoli sfornati spazia dai gialli alle commedie di buoni sentimenti alle storie al femminile. C'è Crimini, progetto Rai di otto film tv tratti dall'omonima raccolta di racconti noir pubblicata da Einaudi, l'ultimo dei quali sarà girato in queste settimane sui navigli milanesi. Poi L'ispettore Coliandro, serie poliziesca con Giampaolo Morelli, sempre Rai, ispirata ai romanzi di Carlo Lucarelli e ambientata a Bologna. Per Natale vedremo su Mediaset Il ladro di giocattoli, con Gerry Scotti e Lino Banfi che si muoveranno per le strade di Milano, e la prossima primavera su Canale 5 andrà in onda Maria Montessori, dove Paola Cortellesi vestirà i panni della celebre educatrice con Torino sullo sfondo. Promette faville anche Amiche mie, ideata e prodotta da Rita Rusic, con protagoniste quattro trentenni a metà fra le casalinghe disperate e le single incallite di Sex and the city che frequentano i locali chic del milanese Corso Como.
Lasciamoci alle spalle, dunque, spiagge assolate e commissari che hanno il tempo di fare nuotate e mangiate di pesce, o condomini e paeselli di casupole bianche dove tutti sorridono, sono imparentati fra loro o comunque si conoscono. Ed eccoci al nord, all’ombra di portici che si snodano sotto le torri medievali, davanti a portoni di maestosi e antichi palazzi, a rimirare corsi d'acqua che scorrono nel bel mezzo della città, o a perderci in dedali metropolitani.
Ma fare lavorare le maestranze in trasferta, lontano dagli studi di Cinecittà e soprattutto dal bel tempo, dalla luminosità delle estati e delle ottobrate romane, siciliane, campane o pugliesi è un investimento importante che richiede precauzioni: «La Rai lavora da tempo anche al nord», dice Agostino Saccà, direttore di Raifiction «ma è vero che in questi ultimi tempi stiamo studiando dei contenuti che siano più adatti al pubblico di alta Italia». E le ricerche indugiano sul giallo. Insieme con Crimini e L’ispettore Coliandro, sulla Rai arriveranno i sequel di Nebbie e delitti, con Luca Barbareschi commissario a Ferrara, e della Stagione dei delitti, con Barbara De Rossi e Cristina Moglia poliziotte a Torino. Su Mediaset sarà trasmessa la terza stagione dei Ris (è già in cantiere la quarta) e, nelle prossime settimane su Italia Uno andranno in onda gli episodi inediti di 48 ore, con Claudio Amendola e Claudia Gerini che indagano per i carrugi genovesi.
«I grandi agglomerati urbani sono l'ambientazione ideale per i noir», spiega Sandrone Dazieri, autore della Cura del gorilla di recente sui cartelloni dei cinema, ma anche lo scrittore di Crimini che vedrà il proprio film ambientato a Milano. «Puoi fuggire e nasconderti nei vicoli oscuri o nella grande folla che fa su e giù nelle vie dello shopping, rendendo emozionante ogni inseguimento». Il gioco è semplice: bastano un po’ di nebbia e una cinepresa nervosa, inquadrature che quasi si accavallano una sull'altra perché per evitare una tragedia, un nuovo morto o addirittura una strage c'è poco tempo, bisogna correre. «Le grandi tragedie sono quasi sempre legate al nord - aggiunge ancora Valsecchi -, pensiamo a Cogne, il crac Parmalat, Erika e Omar, i sassi dal cavalcavia. E i ritmi frenetici sono abituali per i giovani svezzati con le serie americane e le pubblicità che sono un pubblico importante - spiega Valsecchi - ma funzionano anche con i telespettatori che in quelle città ci abitano e vanno sempre di corsa. Per questo è facile anche immaginarli come persone poco socievoli, ma non è così». Nuove storie, nuovi luoghi, ma anche il racconto di un’Italia diversa da come viene immaginata: forse è anche questa la nuova sfida della tv.